C’è un calcolo che molti americani fanno a un certo punto. Sommano quanto spendono ogni mese a New York, a Los Angeles o a Chicago: l’assicurazione sanitaria, le tasse federali e statali, la pressione sul risparmio previdenziale, i costi abitativi. Poi guardano quanto costerebbe la stessa qualità di vita in una città media del Sud Italia. Il divario è spesso più ampio di quanto si aspettassero.
Secondo i dati della Social Security Administration, elaborati nel report American Retirement Exodus pubblicato da Get Golden Visa nell’aprile 2026, circa 15.465 americani ricevono i propri benefici previdenziali mentre risiedono in Italia — al quarto posto in Europa tra le destinazioni di pensionamento degli americani. Il numero cresce ogni anno dal 2020.
L’Italia non è una destinazione semplice sul piano burocratico. Ma è una delle più documentabili. Chi vuole un quadro generale del processo di trasferimento prima di entrare nelle specificità americane può trovare un punto di partenza nella guida pratica per trasferirsi in Italia — questo articolo si concentra sulle variabili specifiche per i cittadini statunitensi.
Chi arriva con la sequenza giusta — pianificazione fiscale prima, poi il visto, poi la logistica — trova un percorso prevedibile. Chi parte dall’entusiasmo e arriva alla burocrazia trova invece una serie di sorprese che si accumulano, alcune delle quali costose. È per questo che i percorsi Silver Move, Nomad Landing ed Elite Residency di Impatria iniziano sempre con una fase di pre-fattibilità: un’analisi strutturata della posizione fiscale, del profilo reddituale e degli obiettivi di vita che precede qualsiasi decisione su visti, comune di residenza o acquisto immobiliare. Non è una formalità: è il momento in cui emergono le variabili che determinano il successo o il fallimento del progetto.
Questa guida è costruita per tre profili distinti di americani, perché le loro esigenze fiscali, i visti accessibili e le priorità di vita sono radicalmente diverse. Identificarsi nel proprio profilo è il primo passo.
A quale profilo americano appartieni?
| Profilo | Visto consigliato | Regime fiscale ottimale | Pianificazione preventiva |
|---|---|---|---|
| Pensionato con reddito passivo | Visto per Residenza Elettiva (ERV) | Regime 7% art. 24-ter TUIR | Silver Move |
| Remote worker con datore o clienti USA | Visto per Nomadi Digitali | Regime impatriati art. 5 D.Lgs. 209/2023 | Nomad Landing |
| HNWI o investitore con patrimonio elevato | Golden Visa o ERV | Flat tax neo-residenti €300.000/anno art. 24-bis TUIR | Elite Residency |
Sei americano: perché le tasse non si fermano al confine?
Gli Stati Uniti sono uno dei due soli paesi al mondo — l’altro è l’Eritrea — che applicano la tassazione sul reddito mondiale in base alla cittadinanza, non alla sola residenza. Questo significa che trasferirsi in Italia, ottenere la residenza anagrafica, diventare fiscalmente residente in Italia e persino pagare le tasse in Italia non esonera automaticamente dall’obbligo di dichiarare il reddito all’Internal Revenue Service (IRS).
Finché si è cittadini americani, il legame con il sistema fiscale statunitense non si interrompe. Non è un ostacolo insormontabile: è una variabile strutturale da pianificare, non da ignorare.
Cosa fa davvero il Trattato contro la doppia imposizione USA-Italia?
Il trattato fiscale tra USA e Italia è stato firmato il 25 agosto 1999 ed è in vigore dal 16 dicembre 2009. Il suo scopo è eliminare la doppia imposizione effettiva: non rimuove gli obblighi dichiarativi, ma evita che lo stesso reddito venga tassato due volte in termini di imposta effettivamente pagata.
Il sollievo dalla doppia imposizione passa per i crediti d’imposta, che operano nei due sensi a seconda di dove il reddito è prodotto. Sui redditi di fonte italiana e di Paesi terzi, sono gli Stati Uniti a concedere un credito — il “foreign tax credit” (“FTC”, IRC §901, Form 1116) — per l’imposta pagata in Italia: il carico netto resta pari all’aliquota più alta tra le due. Sui redditi di fonte statunitense — pensioni, dividendi e plusvalenze USA — è invece l’Italia a concedere il credito per l’imposta americana (credito per le imposte estere, art. 165 TUIR); per evitare una doppia imposizione residua sul cittadino americano, il trattato “ri-localizza” quei redditi come esteri (art. 23 del trattato), permettendo agli Stati Uniti un credito di chiusura. Il credito riduce l’imposta dovuta, non il reddito imponibile: non è una deduzione.
La tabella seguente mostra, per ciascun tipo di reddito, quale articolo del trattato si applica, dove quel reddito è tassato per chi risiede in Italia e in che senso opera il sollievo. Il dettaglio di ogni voce si trova nel profilo a cui quel reddito interessa di più.
| Tipo di reddito | Articolo del trattato | Dove è tassato (residente in Italia) | Sollievo dalla doppia imposizione |
|---|---|---|---|
| Social Security USA | art. 18 | Solo Italia (residenza) | Tassazione esclusiva: nessuna imposta USA da accreditare |
| Pensione privata, 401(k), IRA tradizionale | art. 18, par. 1 | Solo Italia (residenza) | Gli USA tassano il cittadino, poi credito via art. 23 |
| Pensione pubblica/governativa USA | art. 19 | Solo USA (salvo cittadino e residente italiano → Italia) | Italia: credito per le imposte estere (art. 165 TUIR) |
| Dividendi di fonte USA | art. 10 | Entrambi (USA con ritenuta limitata) | Italia: credito per la ritenuta USA |
| Plusvalenze su titoli | art. 13 | Solo Italia (residenza) | Tassazione esclusiva |
| Plusvalenze e affitti su immobili USA | art. 6 e 13 | USA (dove è l'immobile) + Italia | Italia: credito per le imposte estere (art. 165 TUIR) |
Cos’è la Savings Clause, in breve?
La “Savings Clause” è la clausola — contenuta nell’articolo 1, paragrafo 2 del trattato — con cui ciascuno dei due Stati si riserva il diritto di tassare i propri cittadini e residenti come se il trattato non esistesse. Per chi pianifica correttamente non genera doppia imposizione effettiva, perché il Foreign Tax Credit la neutralizza; conferma però che l’obbligo dichiarativo americano non scompare mai. L’americano in Italia presenta sia la dichiarazione italiana (Modello 730 o Modello Redditi Persone Fisiche) sia quella americana (Form 1040).
La clausola ha due eccezioni che vanno fissate subito, perché reggono tutto il resto: non può mai revocare il diritto al credito per le imposte estere (l’art. 23 è espressamente escluso dalla clausola) e non si applica alla Social Security, che resta tassabile solo in Italia anche per un doppio cittadino USA-Italia.
Come questi principi toccano concretamente il reddito dipende dal profilo. Gli obblighi dichiarativi comuni a tutti — FBAR, comunicazioni a banche e IRS — sono raccolti in una sezione dedicata più avanti.
Profilo A — Il pensionato americano
Hai una pensione, hai risparmi, sai quanto spendi al mese. Vuoi capire se quella cifra ti permette una vita buona in Italia e se puoi smettere di pagare $1.000/mese di assicurazione sanitaria.
Come funziona il Visto per Residenza Elettiva (ERV) per i pensionati americani?
Il Visto per Residenza Elettiva (“ERV”) è il percorso previsto per chi dispone di reddito passivo sufficiente a vivere in Italia senza lavorare nel paese — lo strumento standard per chi sceglie di trasferirsi in Italia in pensione. Non è un visto automatico: è uno dei più selettivi che i consolati italiani gestiscono e uno di quelli con il maggior numero di rigetti per dossier incompleti o mal costruiti.
Soglia reddituale 2026 — circa €31.000/anno per il richiedente principale, circa €37.200-38.000 per una coppia (il consolato applica una maggiorazione del 20% per il coniuge), con un’aggiunta del 5% per ogni figlio a carico. La soglia è espressa in euro: per un americano che percepisce in dollari, il tasso di cambio al momento della presentazione è rilevante e va documentato.
I consolati valutano il profilo reddituale non solo sull’importo, ma sulla sua natura e prevedibilità. I redditi accolti senza riserve sono quelli periodici e documentabili nel tempo: Social Security, pensioni da ex datori di lavoro con importo fisso mensile, rendite annuitetarie, dividendi periodici, affitti da immobili in locazione con contratto regolare. Quelli che creano difficoltà — indipendentemente dall’importo — sono i redditi non ricorrenti o discrezionali: capital gains occasionali, vendita di asset, prelievi non strutturati da portafogli di investimento. Un portfolio da $2 milioni senza redditi periodici documentabili è meno convincente di una pensione da $2.500/mese ben attestata.
Documentazione specifica per americani — l’award letter della Social Security Administration che attesta l’importo mensile; i Form 1099-R degli ultimi 2-3 anni per le distribuzioni IRA/401(k); estratti conto bancari degli ultimi 3 mesi che mostrano i versamenti in entrata; dichiarazioni fiscali americane (Form 1040) degli ultimi 2 anni. Tutti i documenti devono essere tradotti in italiano da traduttore giurato e, se richiesto dal consolato competente, apostillati.
Assicurazione sanitaria come requisito obbligatorio — la domanda ERV richiede una polizza sanitaria privata con copertura minima di €30.000 valida in tutta Italia, per tutta la durata del visto. Medicare non soddisfa questo requisito: non copre spese mediche sostenute fuori dagli USA, salvo rarissime eccezioni geografiche. Il costo di una polizza privata per un americano di 60-70 anni varia tra €1.500 e €4.000/anno a seconda dell’età e della copertura.
Come viene tassata la Social Security USA per un residente in Italia?
Questo è il punto che più spesso viene frainteso, anche da fonti apparentemente autorevoli, ed è necessario chiarirlo con precisione perché cambia significativamente i calcoli di convenienza fiscale.
Il testo del trattato è inequivocabile. L’art. 18, par. 1 stabilisce che le pensioni da lavoro privato derivate da un residente di uno Stato contraente sono tassabili solo in quello Stato (il paese di residenza del beneficiario). Il Memorandum d’Intesa allegato al Protocollo — documento interpretativo ufficiale concordato dai due governi — chiarisce che “la Social Security e le pensioni pubbliche analoghe non coperte dall’art. 19 (Government Service) rientrano nel par. 1 dell’art. 18”. Il par. 2 dell’art. 18, nel testo del trattato, conferma: i pagamenti di Social Security fatti da uno Stato contraente a un residente dell’altro Stato sono tassabili “solo nell’altro Stato” — quindi nello Stato di residenza del beneficiario.
Il risultato pratico è diretto: per un americano che diventa residente fiscale in Italia, la Social Security USA è tassabile in Italia, non negli USA.
La Savings Clause non può sovvertire questo principio. Il Protocollo al trattato e la Technical Explanation del Dipartimento del Tesoro USA lo confermano esplicitamente: la disposizione sulla Social Security è esclusa dalla Savings Clause, con un’eccezione che vale anche per i doppi cittadini USA-Italia. La Technical Explanation del Treasury è categorica: “The exception to the saving clause with respect to social security benefits means that if the United States makes a social security payment to a resident of Italy who is a citizen of both the United States and Italy, only Italy can tax that payment.” Nemmeno la doppia cittadinanza cambia il risultato.
In pratica, per chi si trasferisce in Italia:
- la Social Security non viene dichiarata né tassata negli USA: non genera imposta americana e non c’è nulla da inserire nel Form 1040 a titolo di Social Security per chi è residente in Italia e beneficia del trattato;
- viene dichiarata e tassata in Italia con le aliquote IRPEF ordinarie (23-43%) o, se si accede al regime 7%, con l’aliquota sostitutiva del 7%;
- non esistendo imposta americana sulla Social Security per il residente in Italia, non c’è FTC da utilizzare per compensare l’IRPEF italiana su questo reddito, che va quindi pagata per intero;
- per chi accede al regime 7%, la Social Security rientra nella base imponibile agevolata al 7%. Il risparmio fiscale rispetto all’IRPEF ordinaria (23-43%) è quindi molto più significativo di quanto comunemente rappresentato.
Come sono tassate le pensioni private e l’IRA tradizionale?
Le pensioni private e i redditi da lavoro pregresso rientrano nell’art. 18, par. 1 del trattato: sono tassati esclusivamente nel paese di residenza del beneficiario. Per un americano fiscalmente residente in Italia, le distribuzioni da 401(k), IRA tradizionale e pensioni occupazionali private sono quindi tassabili in Italia. Il Foreign Tax Credit evita la doppia imposizione verso l’IRS. Come la Social Security, anche queste distribuzioni rientrano nella base imponibile del regime 7% per chi vi accede.
Cosa succede al Roth IRA quando ci si trasferisce in Italia?
Il Roth IRA è uno strumento pensionistico americano introdotto nel 1997. I contributi vengono versati con denaro già tassato e le distribuzioni qualificate — effettuate in genere dopo i 59 anni e mezzo, da un conto aperto da almeno 5 anni — sono completamente esenti da imposte negli USA: nessuna tassa in entrata oltre al contributo iniziale, nessuna tassa sulla crescita, nessuna tassa all’uscita.
Il problema per chi si trasferisce in Italia è strutturale. Il trattato del 1999 è stato negoziato prima che il Roth IRA diventasse uno strumento diffuso e non contiene alcuna disposizione che ne riconosca o tuteli l’esenzione americana. L’Agenzia delle Entrate italiana può qualificare le distribuzioni Roth come redditi assimilabili a pensione (art. 18 del trattato) e assoggettarli all’IRPEF, ignorando l’esenzione americana — che è una norma interna USA non automaticamente riconosciuta da un paese terzo.
In concreto: un americano residente fiscale in Italia che preleva dal proprio Roth IRA può dover dichiarare quell’importo all’Agenzia delle Entrate e pagare IRPEF italiana (23-43%), anche se negli USA quella distribuzione è completamente esente. Poiché negli USA il Roth non genera imposta, non esiste credito FTC da utilizzare e il costo fiscale italiano rischia di essere non recuperabile.
Chi ha accumulato significativi patrimoni Roth e pianifica il trasferimento in Italia dovrebbe analizzare la questione con un Certified Public Accountant (CPA) specializzato in expat taxation e un commercialista italiano prima di partire, valutando eventuali distribuzioni Roth strategiche prima di diventare residente fiscale italiano.
Come funziona il regime 7% per i pensionati americani in Italia?
L’articolo 24-ter del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR) prevede un regime opzionale per i titolari di pensioni di fonte estera che trasferiscono la residenza fiscale in comuni del Mezzogiorno con meno di 30.000 abitanti — soglia aggiornata dalla Legge n. 34/2026 in vigore dal 7 aprile 2026, che ha alzato il limite dai precedenti 20.000 abitanti. Il regime consiste nell’applicazione di un’imposta sostitutiva del 7% su tutti i redditi di fonte estera, per un massimo di 10 periodi d’imposta consecutivi.
Le regioni ammesse sono Sicilia, Calabria, Sardegna, Campania, Basilicata, Abruzzo, Molise e Puglia. L’innalzamento della soglia a 30.000 abitanti ha aperto il regime a centri di medie dimensioni finora esclusi, con servizi e collegamenti più sviluppati.
Requisiti di accesso — non essere stati fiscalmente residenti in Italia in nessuno dei 5 periodi d’imposta precedenti al trasferimento; trasferirsi da un paese che consente adeguato scambio di informazioni fiscali con l’Italia (gli USA vi rientrano); avere una pensione di fonte estera come definita dall’art. 49, comma 2, lettera a) del TUIR.
L’interazione con il trattato USA-Italia — come stabilito dall’art. 18 del trattato e confermato dalla Technical Explanation del Treasury, la Social Security americana è tassabile in Italia per un residente fiscale italiano. La Social Security rientra quindi nella base imponibile del regime 7%. Poiché negli USA la Social Security non genera imposta per il residente italiano (la disposizione è esclusa dalla Savings Clause), non c’è FTC da usare, ma l’aliquota sostitutiva del 7% è enormemente più favorevole dell’IRPEF ordinaria (23-43%). Le distribuzioni da IRA tradizionale e 401(k) — che il trattato assegna alla competenza del paese di residenza — rientrano anch’esse nella base del regime 7%.
Scopri il nostro approfondimento sull'imposta agevolata per pensionati
Esempio numerico verificabile: pensionato americano a Mussomeli
Pensionato americano di 67 anni, residente a Mussomeli (provincia di Caltanissetta, Sicilia — popolazione circa 9.800 abitanti, idoneo al regime 7%).
Redditi annui:
- Social Security: $24.000 (tassata in Italia per effetto del trattato);
- Distribuzioni IRA tradizionale: $36.000 (competenza Italia per art. 18 par. 1).
Conversione al cambio indicativo aprile 2026 (1 USD = 0,92 EUR, BCE reference rate, da verificare alla data effettiva del calcolo): $60.000 ≈ €55.200.
| Voce | Regime 7% | IRPEF ordinaria 2026 |
|---|---|---|
| Base imponibile | €55.200 | €55.200 |
| Imposta dovuta | €3.864/anno | €15.936/anno |
| Differenza annua | — | +€12.072 |
| Cumulato su 10 periodi d'imposta | €38.640 | €159.360 |
| Risparmio totale stimato | — | circa €108.600 |
Calcolo IRPEF 2026: 23% sui primi €28.000 = €6.440 + 33% sulla fascia €28.001-50.000 (€22.000) = €7.260 + 43% sulla fascia oltre €50.000 (€5.200) = €2.236. Totale €15.936. Le addizionali regionali e comunali si applicano in entrambi i casi e non sono qui considerate, ma il regime 7% è sostitutivo anche di queste.
Cosa il regime 7% non fa: gli obblighi americani che restano
Il regime 7% è un’imposta sostitutiva italiana: non tocca gli obblighi verso gli Stati Uniti. Il pensionato americano continua a presentare la dichiarazione federale (Form 1040) e, se i conti esteri superano la soglia, l’FBAR. E non protegge automaticamente dalle imposte statali: California, New York e Virginia — gli Stati più “appiccicosi” — continuano a tassare il reddito mondiale dei propri ex residenti finché la residenza fiscale statale non è stata chiusa formalmente.
Chiudere la residenza fiscale statale significa interrompere il “domicile”, cioè dimostrare con fatti concreti di aver spostato in modo stabile il centro della propria vita. Non basta partire: lo Stato di origine presume la continuità del domicilio finché non si prova il contrario. La New York Department of Taxation and Finance, ad esempio, applica anche un test di residenza “statutaria”, che tassa come residente chi mantiene un’abitazione disponibile nello Stato e vi trascorre più di 183 giorni; la California presume il domicilio finché non si forniscono prove chiare e convincenti del trasferimento.
In pratica, la chiusura passa per alcuni passaggi documentabili:
- stabilire la residenza in Italia e iscriversi all’anagrafe del comune;
- vendere o affittare l’abitazione nello Stato di partenza, per non mantenervi un’abitazione disponibile;
- restituire la patente statale e cancellarsi dalle liste elettorali dello Stato;
- spostare conti correnti, recapiti e riferimenti professionali fuori dallo Stato;
- presentare l’ultima dichiarazione statale come part-year resident, indicando la data di partenza;
- negli anni successivi, mantenere sotto i 183 giorni l’eventuale tempo trascorso nello Stato.
È un passaggio che molti trascurano e che può costare caro: per questo conviene pianificarlo prima di partire — a volte spostando il domicilio in uno Stato senza imposta sul reddito (Florida, Texas, Nevada) — invece di scoprire l’errore con un accertamento anni dopo.
Silver Move: la pianificazione prima del visto
Il Silver Move di Impatria è costruito per questo profilo. La sua utilità è massima quando inizia prima della domanda di visto, idealmente 6-12 mesi prima della partenza. La sequenza corretta: valutazione della posizione fiscale americana → scelta del comune, tra i migliori posti dove vivere in Italia da pensionati che rientrano nel regime 7% → costruzione del dossier reddituale per il consolato → partenza. Chi inverte l’ordine rischia il rigetto della domanda o anni di tassazione evitabile.
Profilo B — Il remote worker americano
Lavori per un’azienda americana o hai clienti negli USA. Vuoi vivere in Italia senza rinunciare al lavoro e senza sorprese fiscali nel paese sbagliato.
Quali sono i requisiti del Visto per Nomadi Digitali italiano nel 2026?
Il Visto per Nomadi Digitali italiano, introdotto con l’art. 6-quinquies della Legge 25/2022 e reso operativo dal Decreto Interministeriale del 29 febbraio 2024 (Gazzetta Ufficiale n. 79 del 4 aprile 2024), è riservato a lavoratori da remoto non-UE che svolgono attività lavorativa altamente qualificata per soggetti non residenti in Italia. Il requisito reddituale minimo si attesta intorno a €28.000/anno (pari al triplo del livello minimo per l’esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria). Il contratto deve essere con datore estero o, per i freelance, la clientela deve essere prevalentemente estera.
La durata è di 1 anno, rinnovabile. Il visto non autorizza a lavorare per soggetti italiani: se si acquisisce un cliente italiano, si entra in un regime diverso che richiede l’apertura di partita IVA italiana.
Come si gestiscono FEIE, FTC e la trappola californiana?
Il remote worker americano in Italia con Nomad Visa è fiscalmente residente in Italia e vi paga le tasse sul reddito da lavoro prodotto in Italia. È anche cittadino americano e deve dichiarare all’IRS. Qui si apre una biforcazione strategica tra due strumenti non cumulabili sullo stesso reddito.
La FEIE (Foreign Earned Income Exclusion, IRC § 911) — per l’anno fiscale 2026 il limite di esclusione è $132.900 per contribuente qualificato (fonte: IRS Rev. Proc. 2025-32, ottobre 2025). La FEIE si applica esclusivamente ai redditi da lavoro svolto all’estero — stipendi, compensi professionali, redditi da lavoro autonomo — e non a dividendi, capital gains, pensioni, affitti o Social Security. Per qualificarsi serve soddisfare il Bona Fide Residence Test o il Physical Presence Test (almeno 330 giorni all’estero in 12 mesi consecutivi).
Un remote worker americano che lavora dall’Italia per un datore americano, con reddito sotto $132.900, può in linea di principio escludere l’intero reddito da lavoro dalla dichiarazione americana tramite FEIE, riducendo l’imposta USA a zero su quella componente. Attenzione: la FEIE non riduce le imposte italiane.
Foreign Tax Credit (FTC) — alternativa alla FEIE. Invece di escludere il reddito dalla dichiarazione americana, si include il reddito e si scomputa il credito per le imposte pagate in Italia. Il FTC è generalmente più conveniente quando l’aliquota effettiva italiana è più alta di quella americana — frequente con aliquote IRPEF del 33-43% — perché genera crediti in eccesso riportabili agli anni successivi. FEIE e FTC non sono cumulabili sullo stesso reddito nello stesso anno e la scelta ha implicazioni quinquennali: revocare la FEIE preclude di rieleggerla per 5 anni senza approvazione IRS.
La trappola californiana e degli altri stati con tassazione aggressiva — il trattato USA-Italia opera a livello federale. I singoli stati americani non sono vincolati dal trattato e non riconoscono automaticamente la residenza estera come esimente dall’imposta statale. La California è nota per la sua aggressività: uno stato di residenza californiano non si chiude automaticamente trasferendosi all’estero. Finché si mantengono legami — un’abitazione disponibile, veicoli registrati, brokerage account locali, una patente californiana valida — il Franchise Tax Board può rivendicare la residenza fiscale californiana (fino al 13,3%) anche dall’Italia. La corretta chiusura della residenza fiscale statale, con documentazione della rottura dei legami, va pianificata prima di partire, non dopo.
Come funziona il regime impatriati per il remote worker americano?
L’art. 5 del D.Lgs. 209/2023, al centro della guida completa al regime impatriati, prevede che i lavoratori che trasferiscono la residenza fiscale in Italia, non avendo risieduto in Italia nei 3 anni precedenti (6 o 7 anni se si rientra dallo stesso datore o gruppo aziendale), possano far concorrere all’imponibile IRPEF solo il 50% dei redditi da lavoro dipendente e autonomo. Il limite annuo agevolabile è di €600.000. La durata è di 5 periodi d’imposta. È obbligatorio il requisito di elevata qualificazione o specializzazione (D.Lgs. 108/2012).
L’Agenzia delle Entrate ha confermato con la Risposta a interpello n. 2/2026 che il regime impatriati è compatibile con lo smart working per un datore di lavoro estero, purché l’attività sia svolta prevalentemente dal territorio italiano.
Scopri il nostro approfondimento sul regime impatriati
Nomad Landing: la pianificazione prima del visto
Il Nomad Landing di Impatria è strutturato per affrontare questa complessità prima che diventi un problema. Il percorso inizia dall’analisi della struttura di reddito attuale — contratto dipendente o freelance, stato di residenza americano e sua fiscalità, struttura dei clienti — e costruisce un piano che tiene conto sia degli obblighi italiani che di quelli americani, inclusa la corretta chiusura della residenza fiscale statale. La domanda di visto è l’ultima fase del percorso, non la prima.
Profilo C — L’americano con patrimonio elevato
Hai costruito qualcosa: investimenti, strutture societarie, forse immobili in più paesi. Cerchi la residenza europea come piano B, come ottimizzazione patrimoniale o come base principale.
Come funziona la flat tax neo-residenti (art. 24-bis TUIR) nel 2026?
Chi trasferisce la residenza fiscale in Italia senza essere stato residente nel paese in almeno 9 degli ultimi 10 anni può optare per un’imposta sostitutiva fissa di €300.000/anno su tutti i redditi di fonte estera, indipendentemente dal loro importo. La Legge di Bilancio 2026 (Legge 30 dicembre 2025, n. 199) ha portato l’importo a €300.000 per i trasferimenti dal 1° gennaio 2026 — era €100.000 fino al 9 agosto 2024 e €200.000 fino al 31 dicembre 2025. I familiari possono essere inclusi nell’opzione al costo di €50.000 ciascuno (raddoppiati dai precedenti €25.000). La durata massima è 15 anni.
La Legge di Bilancio 2026 ha previsto una clausola di salvaguardia: chi ha trasferito la residenza civilistica entro il 31 dicembre 2025 mantiene gli importi precedenti (€200.000 e €25.000) per tutta la durata residua del regime.
La convenienza finanziaria del regime non è automatica: dipende dall’ammontare dei redditi esteri. Un HNWI con €500.000/anno di redditi esteri pagherebbe in Italia, con IRPEF ordinaria al 43%, circa €215.000. La flat tax di €300.000 in questo caso è meno conveniente. Per redditi esteri superiori a €700.000/anno il vantaggio diventa rilevante e misurabile.
Il regime include l’esenzione dall’obbligo di monitoraggio fiscale degli asset esteri (quadro RW) e dall’imposta sul valore delle attività finanziarie estere (Imposta sul Valore delle Attività Finanziarie all’Estero, IVAFE) e degli immobili esteri (Imposta sul Valore degli Immobili all’Estero, IVIE). È un beneficio aggiuntivo rilevante per chi ha strutture patrimoniali complesse.
Scopri il nostro approfondimento sulla flat tax per hnwi
Come sono tassati dividendi (art. 10) e capital gains (art. 13)?
I dividendi rientrano nell’art. 10 del trattato: sono tassati nel paese di residenza, con ritenuta alla fonte nel paese di origine. Il trattato fissa aliquote massime di ritenuta: 15% per dividendi ordinari, 5% per partecipazioni qualificate (almeno 25% del capitale). Il FTC permette di recuperare queste ritenute nella dichiarazione americana.
I capital gains rientrano nell’art. 13: i guadagni da cessione di immobili sono tassabili nel paese dove l’immobile è situato; i guadagni da cessione di titoli mobiliari sono generalmente tassabili nel paese di residenza del cedente. Per un americano residente in Italia che vende azioni americane, la competenza primaria è italiana. La Savings Clause preserva il diritto degli USA di tassare i propri cittadini come se il trattato non esistesse, salvo eccezioni esplicite, e il FTC risolve il potenziale conflitto.
Cos’è il Golden Visa italiano e quale percorso prevede per gli americani?
Il Golden Visa italiano, o Investor Visa, non richiede residenza minima in Italia. Consente di ottenere la residenza europea e la libertà di movimento Schengen con un investimento da €250.000 in startup innovative italiane, €500.000 in società italiane non quotate, €1 milione in iniziative di interesse pubblico o €2 milioni in titoli di Stato italiani.
| Fase | Contenuto | Tempi indicativi |
|---|---|---|
| 1. Nulla Osta | Domanda online al Comitato Investor Visa | 30-90 giorni |
| 2. Visto | Domanda al consolato italiano competente con Nulla Osta | 30-60 giorni |
| 3. Arrivo e investimento | L'investimento deve essere effettuato entro 3 mesi dall'ingresso | entro 3 mesi |
| 4. Permesso di soggiorno | Richiesta in Questura entro 8 giorni lavorativi dall'arrivo | emissione: 30-90 giorni |
| 5. Rinnovo biennale | Ogni 2 anni mantenendo l'investimento; nessun requisito di residenza minima | ricorrente |
| 6. Residenza permanente (opzionale) | Dopo 5 anni di residenza effettiva (183 giorni/anno) | dopo 5 anni |
| 7. Cittadinanza (opzionale) | Dopo 10 anni di residenza legale continuativa | dopo 10 anni |
Nota per gli americani: il Golden Visa non richiede residenza minima — è possibile mantenere la vita principale negli USA e usare il permesso italiano per soggiorni nell’area Schengen. Per chi invece intende trasferirsi stabilmente e accedere alla flat tax neo-residenti (art. 24-bis TUIR), la pianificazione deve iniziare prima dell’ingresso in Italia.
Per gli americani che scelgono questo percorso, la complessità non sta nella soglia d’investimento ma nella sequenza: scelta dell’asset idoneo, domanda di Nulla Osta al Comitato Investor Visa, calendario dell’ingresso e — per chi punta alla flat tax neo-residenti — pianificazione fiscale a monte. È il perimetro che l’Investor Entry di Impatria coordina, dalla scelta dell’investimento alla domanda di Nulla Osta fino al coordinamento con la fiscalità americana che la cittadinanza non interrompe.
Come vengono trattati trust americani, LLC e strutture societarie in Italia?
Le strutture patrimoniali tipiche degli HNWI americani — trust revocabili, irrevocabili, Limited Liability Company (LLC), S-Corporation, partnership — non hanno un riconoscimento automatico nel sistema fiscale italiano. Una LLC detenuta da un residente italiano può essere qualificata come società di capitali opaca ai fini IRPEF, con implicazioni significative sulla tassazione dei relativi redditi e sulla dichiarazione di asset esteri.
I trust americani irrevocabili hanno un trattamento specifico nel diritto tributario italiano che dipende dal grado di discrezionalità del trustee, dall’identità dei beneficiari e dalla natura degli asset. Non esiste una risposta uniforme: ogni struttura va analizzata individualmente da un team che conosce sia il diritto americano che quello italiano.
Questo non è un monito per scoraggiare. È per chiarire che questo livello di pianificazione richiede un team interdisciplinare, non un articolo. L’Elite Residency di Impatria è strutturato per coordinare questa complessità sin dalla fase di analisi preliminare, prima di qualsiasi decisione di residenza.
La sanità: il confronto che cambia i calcoli per ogni americano
Un americano medio spende tra $800 e $1.200 al mese in premi assicurativi sanitari privati. Un residente italiano iscritto al Servizio Sanitario Nazionale (SSN) paga €0 per il medico di base e un ticket massimo nazionale di €36,15 per ricetta specialistica, con esenzioni per reddito, età e patologia. Questa differenza non è un dato di lifestyle: è un dato finanziario che modifica il calcolo del reddito necessario per vivere in Italia.
SSN per americani: quando scatta il diritto e quanto costa nella transizione?
I titolari di ERV, non avendo un rapporto di lavoro in Italia, accedono al SSN in forma volontaria versando un contributo annuo di circa €2.000/anno (tariffa 2026 indicativa, varia per Azienda Sanitaria Locale e fascia di reddito), dopo aver ottenuto la residenza anagrafica.
I titolari di Visto per Nomadi Digitali, una volta ottenuta la residenza anagrafica, hanno iscrizione obbligatoria al SSN: il loro reddito da lavoro genera contributi previdenziali italiani (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, INPS) e diritto alle prestazioni.
Prima della residenza, dalla domanda di visto all’ottenimento della residenza anagrafica e all’iscrizione al SSN passano settimane. In questo periodo è necessaria la copertura privata già richiesta per il visto. Molti scelgono di mantenere una copertura privata integrativa anche dopo l’iscrizione al SSN per accedere a strutture private, ridurre i tempi di attesa per specialisti e disporre di assistenza in lingua inglese.
Attenzione
L'accesso al SSN non è automatico per tutti gli stranieri. Dipende da cittadinanza e tipo di permesso di soggiorno. I cittadini UE/SEE con residenza legale e molti titolari di permesso per lavoro o famiglia hanno iscrizione obbligatoria. Per altri profili extra-UE l'iscrizione può essere volontaria e a pagamento. Verificare la propria situazione prima di assumere una copertura gratuita.
LA GUIDA DEDICATA ALLA SANITÀ IN ITALIA PER PENSIONATI STRANIERI
Gli obblighi americani che non scompaiono: FBAR, FATCA, banche e IRS
Alcuni adempimenti accompagnano ogni cittadino americano che vive all’estero, qualunque sia il profilo. Non sono tasse aggiuntive: sono obblighi dichiarativi e di comunicazione. Si pianificano dal primo giorno, non si scoprono alla prima dichiarazione post-trasferimento. Per questo non aprono l’articolo, ma non vanno trascurati.
Cos’è il FBAR e quando scatta l’obbligo per chi si trasferisce in Italia?
Il FBAR (FinCEN Form 114) deve essere presentato da ogni cittadino americano che detiene conti finanziari esteri con saldo aggregato superiore a $10.000 in qualsiasi momento dell’anno. Il FBAR non è una tassa: è un obbligo dichiarativo puro. Le sanzioni per la mancata presentazione sono severe — fino a $10.000 per violazione non intenzionale e il maggiore tra $100.000 e il 50% del saldo del conto per violazioni intenzionali. Aprire un conto corrente italiano, necessario per qualsiasi contratto di affitto, utenza o servizio, genera automaticamente questo obbligo dal primo anno. Va pianificato dal giorno zero, non scoperto alla prima dichiarazione americana post-trasferimento.
Il FATCA (Foreign Account Tax Compliance Act) impone alle banche italiane di segnalare automaticamente all’IRS i conti detenuti da cittadini americani. Chi pensa di sparire dal radar fiscale americano aprendo un conto in Italia si sbaglia: la cooperazione tra istituzioni è sistematica.
Come si comunica il trasferimento alle banche e ai broker americani?
L’obbligo di aggiornare il proprio indirizzo presso tutte le istituzioni finanziarie americane — banche, broker, gestori di fondi pensione, compagnie assicurative — è uno degli aspetti più sottovalutati. Le ragioni sono due.
La prima è pratica. La banca ha bisogno di un indirizzo valido per inviare estratti conto e notifiche fiscali. L’IRS stesso raccomanda di aggiornare l’indirizzo con il Form 8822 (Change of Address) non appena si stabilisce la nuova residenza estera.
La seconda è normativa. Le norme antiriciclaggio americane (Know Your Customer/Anti-Money Laundering, KYC/AML) e il FATCA impongono alle istituzioni di conoscere la residenza effettiva del cliente. Se una banca scopre autonomamente che il cliente vive all’estero senza che questo sia stato comunicato, può congelare o chiudere il conto. Non è uno scenario teorico: da quando il FATCA è entrato in vigore, broker come Morgan Stanley, Merrill Lynch, Fidelity, UBS e Wells Fargo hanno progressivamente ristretto o chiuso i conti di clienti residenti all’estero. I broker tradizionalmente più aperti ai residenti esteri sono Charles Schwab International e Interactive Brokers.
La strategia corretta è comunicare per primi, non aspettare che la banca lo scopra.
Bisogna registrarsi con il governo americano dall’estero? Lo STEP
Trasferirsi stabilmente in Italia non comporta, per un americano, un obbligo di registrazione anagrafica verso lo Stato americano. Esistono però obblighi pratici verso diverse amministrazioni che è importante non trascurare: la notifica del cambio di indirizzo all’IRS (Form 8822), l’aggiornamento dell’indirizzo presso la SSA, la comunicazione alle istituzioni finanziarie americane e — dove rilevante — la chiusura formale della residenza fiscale statale.
Sul piano consolare, il Dipartimento di Stato gestisce lo STEP (Smart Traveler Enrollment Program), un programma gratuito e volontario che permette ai cittadini americani residenti all’estero di registrarsi presso la sede diplomatica americana più vicina. L’iscrizione al STEP non ha effetti fiscali né giuridici, ma garantisce di ricevere avvisi di sicurezza, allerte in caso di emergenza e facilita il contatto con i servizi consolari americani in Italia in caso di necessità.
I passi pratici: qual è la sequenza corretta?
- Valutazione fiscale preventiva — Prima di qualsiasi altro passo: un CPA americano specializzato in expat taxation analizza la posizione attuale (struttura di reddito, stato di residenza americano, eventuale residenza statale aggressiva, struttura patrimoniale). In parallelo, un commercialista italiano verifica la compatibilità con il regime fiscale italiano ottimale per quel profilo.
- Scelta della regione e del comune — Per chi accede al regime 7%, la scelta del comune non è solo una preferenza abitativa: è un requisito normativo. Non tutti i comuni del Sud sono idonei: serve verificare che la popolazione sia sotto 30.000 abitanti (dato Istituto Nazionale di Statistica, ISTAT, al 1° gennaio dell’anno precedente al trasferimento).
- Codice fiscale italiano — Ottenibile al consolato italiano negli USA prima ancora di partire. È il prerequisito di ogni procedura in Italia: contratti di affitto, conto corrente, utenze.
- Assicurazione sanitaria privata — Obbligatoria per la domanda ERV (copertura minima €30.000 valida in tutta Italia). Da attivare prima della presentazione della domanda di visto.
- Dossier per il visto — Da presentare al consolato italiano competente per giurisdizione. I tempi medi per un appuntamento variano da 2 a 6 mesi per consolato. Il dossier va costruito con cura: è meglio aspettare di avere tutto piuttosto che presentarsi con documentazione incompleta.
- Arrivo in Italia — Entro 8 giorni lavorativi dall’ingresso, presentarsi in Questura per la domanda di permesso di soggiorno. Non è opzionale e i tempi di rilascio variano (tipicamente 30-90 giorni).
- Residenza anagrafica — Richiesta al Comune di residenza.
- Iscrizione al SSN — Dopo la residenza anagrafica, all’ASL competente per zona.
- Adempimenti americani — Nel primo anno di residenza italiana: notifica all’IRS del cambio di residenza (Form 8822), aggiornamento della SSA per continuare a ricevere i benefici previdenziali, aggiornamento di tutti i conti brokerage e bancari americani con indirizzo estero, registrazione FBAR dal primo anno con conti italiani, verifica con il proprio stato di residenza della chiusura del legame fiscale statale.
Conclusione
Trasferirsi in Italia dagli USA non è una scelta semplice. È una scelta stratificata, che tocca simultaneamente il sistema fiscale di due paesi, due sistemi sanitari, due culture burocratiche. Ma è anche — e questo non va detto a caso — una delle scelte di vita più pianificabili che esistano per un americano.
I regimi fiscali italiani per i nuovi residenti non sono scorciatoie: sono strumenti legislativi precisi, verificabili, con requisiti chiari e durata definita. Il trattato USA-Italia del 1999 esiste esattamente per risolvere i conflitti tra i due sistemi. I visti disponibili coprono profili molto diversi, dal pensionato all’investitore. La qualità della vita, il sistema sanitario, il costo del vivere nelle regioni idonee al regime 7%: sono dati, non impressioni.
Quello che fa la differenza tra un trasferimento riuscito e uno che genera anni di problemi non è la motivazione — quella ce l’hanno quasi tutti — ma la sequenza. Prima la pianificazione fiscale, poi il visto, poi la logistica. Chi costruisce il progetto in quest’ordine trova una strada. Chi improvvisa trova muri.
I servizi Silver Move, Nomad Landing ed Elite Residency di Impatria sono stati costruiti esattamente per accompagnare questa sequenza — non come agenzie di pratiche, ma come strutture di pianificazione preventiva. Il momento giusto per iniziare non è dopo aver deciso: è mentre si decide ancora.
Fonti e bibliografia
Le principali fonti istituzionali alla base di questo articolo:
- Trattato USA-Italia contro le doppie imposizioni (firmato il 25 agosto 1999, in vigore dal 16 dicembre 2009), U.S. Department of the Treasury: testo del trattato e Technical Explanation.
- Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR), DPR 22 dicembre 1986, n. 917 — artt. 24-bis (neo-residenti), 24-ter (regime 7% per pensionati esteri) e 49.
- Agenzia delle Entrate — scheda sul regime opzionale per i pensionati esteri: agenziaentrate.gov.it.
- Internal Revenue Service (IRS) — Revenue Procedure 2025-32, adeguamenti per l’anno d’imposta 2026 (limite Foreign Earned Income Exclusion): irs.gov.
- Social Security Administration (SSA) — Accordo di sicurezza sociale USA-Italia: ssa.gov.
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FAQ
La soglia reddituale indicativa per il 2026 è circa €31.000/anno per il richiedente principale, con una maggiorazione del 20% per il coniuge (circa €37.200-38.000 per una coppia) e del 5% per ogni figlio a carico. La soglia numerica è condizione necessaria ma non sufficiente: il consolato valuta anche la natura e la stabilità del reddito. Pensioni periodiche, Social Security e rendite da affitto sono più convincenti di capital gains occasionali o prelievi discrezionali da portafogli di investimento. Tutti i documenti devono essere tradotti in italiano e, se richiesto, apostillati.
Gli USA tassano i propri cittadini sul reddito mondiale indipendentemente dalla residenza: l'obbligo dichiarativo verso l'IRS non scompare trasferendosi in Italia. La doppia imposizione effettiva è però generalmente evitata grazie al Trattato USA-Italia del 1999 (in vigore dal 2009) tramite crediti d'imposta che operano nei due sensi: sui redditi di fonte italiana sono gli USA a concedere il credito per l'imposta pagata in Italia, mentre sui redditi di fonte statunitense è l'Italia a concedere il credito per l'imposta americana. Il credito riduce l'imposta dovuta, non il reddito imponibile. Il trattato include una “savings clause” che preserva il diritto degli USA di tassare i propri cittadini, ma non può revocare il diritto al credito: per chi pianifica correttamente, la doppia imposizione effettiva è neutralizzata.
Per un americano che diventa residente fiscale in Italia, la Social Security USA è tassabile solo in Italia. Il Memorandum d'Intesa allegato al Protocollo del Trattato USA-Italia stabilisce che la Social Security rientra nell'art. 18, par. 1, che assegna la tassazione esclusivamente al paese di residenza del beneficiario. La Technical Explanation del Dipartimento del Tesoro USA conferma e precisa che questa disposizione è esclusa dalla Savings Clause: anche per un doppio cittadino USA-Italia residente in Italia, solo l'Italia può tassare quei pagamenti. Per chi accede al regime 7%, la Social Security rientra nella base imponibile agevolata al 7%.
Il regime art. 24-ter TUIR permette ai titolari di pensioni di fonte estera che trasferiscono la residenza in comuni del Mezzogiorno con meno di 30.000 abitanti (soglia aggiornata dalla L. 34/2026 in vigore dal 7 aprile 2026) di applicare un'imposta sostitutiva del 7% su tutti i redditi di fonte estera per 10 periodi d'imposta consecutivi. Per un americano, questo include sia le distribuzioni IRA/401(k) sia la Social Security: entrambe tassabili in Italia per il residente fiscale italiano. Il regime richiede di non essere stati fiscalmente residenti in Italia nei 5 anni precedenti. Le regioni idonee sono Sicilia, Calabria, Sardegna, Campania, Basilicata, Abruzzo, Molise e Puglia.
No. Medicare Part A (ospedaliero) e Part B (ambulatoriale) non coprono le spese mediche sostenute fuori dagli USA, con rarissime eccezioni geografiche che non includono l'Italia. Chi si trasferisce in Italia deve pianificare:
- una polizza privata internazionale per il periodo pre-SSN (obbligatoria per la domanda di ERV, minimo €30.000 di copertura);
- la decisione se mantenere Medicare Part B attivo (~$185/mese nel 2026, soggetto ad aggiornamento) come copertura di rientro per soggiorni negli USA, oppure sospenderlo con le conseguenze sulla rientrabilità futura;
- il coordinamento con eventuali Medicare Supplement plans (Medigap), che tipicamente non coprono l'estero.
Una volta ottenuta la residenza è possibile iscriversi al Servizio Sanitario Nazionale: la tariffa di iscrizione volontaria al SSN per i titolari di ERV è circa €2.000/anno (tariffa 2026 indicativa, varia per ASL e fascia di reddito).
Il Visto per Residenza Elettiva (ERV) è il percorso standard per i pensionati americani con reddito passivo: pensioni, Social Security, dividendi, affitti. Non autorizza il lavoro in Italia, richiede la prova di reddito stabile di almeno €31.000/anno e un'assicurazione sanitaria privata con copertura di almeno €30.000 valida in tutta Italia. I pensionati che soddisfano i requisiti del regime 7% e scelgono un comune idoneo del Sud possono ottenere un vantaggio fiscale molto rilevante rispetto alla tassazione IRPEF ordinaria.
Sì. Il FBAR (FinCEN Form 114) deve essere presentato da ogni cittadino americano che detiene conti finanziari esteri con saldo aggregato superiore a $10.000 in qualsiasi momento dell'anno. Aprire un conto corrente italiano — necessario per qualsiasi contratto di affitto, utenza o servizio — genera automaticamente questo obbligo. La scadenza è il 15 aprile, con proroga automatica al 15 ottobre. Le sanzioni per mancata presentazione sono severe: fino a $10.000 per violazione non intenzionale. Il FBAR è un obbligo dichiarativo, non una tassa.
Sì, e farlo proattivamente è importante. Le istituzioni finanziarie americane sono tenute per legge (KYC/AML e FATCA) a conoscere la residenza effettiva del cliente. Se una banca o un broker scopre autonomamente il trasferimento all'estero, può congelare o chiudere il conto. È necessario aggiornare l'indirizzo anche con l'IRS (Form 8822) e con la Social Security Administration. I broker tradizionalmente più aperti ai residenti esteri sono Charles Schwab International e Interactive Brokers.
Nei comuni del Sud idonei al regime 7% (Mussomeli, Agrigento, Lecce, Tropea, Cefalù, Pescara, Bari e molti altri) un pensionato americano può vivere in modo dignitoso con €1.200-1.600/mese, affitto incluso. Nelle grandi città del centro-nord (Roma, Firenze, Bologna) il budget sale a €1.800-2.500/mese. Milano richiede un minimo realistico di €2.200/mese. Il vantaggio più immediato rispetto agli USA è la sanità: eliminare $1.000/mese di assicurazione privata americana equivale, finanziariamente, a vivere in una città italiana €12.000/anno più economica. Per un quadro dettagliato per area e tipologia di spesa, vedi la guida al costo della vita in Italia per stranieri.
Sì, senza restrizioni generali. USA e Italia hanno un accordo di reciprocità che permette ai cittadini americani di acquistare immobili in Italia alle stesse condizioni dei cittadini italiani. Le agevolazioni prima casa (imposta di registro al 2% invece del 9%) sono applicabili anche a non residenti che intendano trasferire la residenza entro 18 mesi dall'acquisto.
L'art. 24-bis TUIR prevede un'imposta sostitutiva fissa di €300.000/anno (importo aggiornato dalla Legge di Bilancio 2026, L. 199/2025) su tutti i redditi di fonte estera, per chi trasferisce la residenza fiscale in Italia senza esservi stato residente in almeno 9 degli ultimi 10 anni. Durata massima: 15 anni. Il regime include l'esenzione dall'obbligo di monitoraggio fiscale degli asset esteri (quadro RW) e dall'IVAFE/IVIE. È conveniente per chi ha redditi esteri superiori a circa €700.000/anno. Per gli americani, il coordinamento con la tassazione USA — che non cessa per la cittadinanza — richiede analisi individuale con un team fiscale specializzato.
Le sedi diplomatiche americane in Italia sono organizzate per distretti consolari: la competenza dipende dalla regione di residenza. Gli appuntamenti sono obbligatori e si prenotano sul portale ufficiale.
| Sede consolare | Regioni di competenza | Contatto cittadini USA |
|---|---|---|
| Ambasciata — Roma | Lazio, Umbria, Sardegna, Abruzzo, Marche | it.usembassy.gov |
| Consolato Generale — Milano | Lombardia, Piemonte, Valle d'Aosta, Veneto, Trentino-A.A., Friuli-V.G., Liguria, Emilia-Romagna (Piacenza e Parma) | [email protected] |
| Consolato Generale — Firenze | Toscana, Emilia-Romagna (escluse Piacenza e Parma), San Marino | [email protected] |
| Consolato Generale — Napoli | Campania, Molise, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia | [email protected] |
| Agenzie consolari (servizi di base) | Palermo, Genova, Venezia | via consolato generale di riferimento |
Sito ufficiale: it.usembassy.gov · Servizi ai cittadini USA: U.S. Citizen Services.

