VISTO
RESIDENZA ELETTIVA

Supporto strutturato per chi vive di redditi passivi e vuole stabilirsi in Italia

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Che cos’è il visto per residenza elettiva e a chi è rivolto

Il visto per residenza elettiva è un visto di lunga durata destinato a cittadini non appartenenti all’Unione Europea che desiderano risiedere in Italia in modo stabile senza lavorare, potendo contare su redditi propri di natura passiva o su patrimoni sufficienti a sostenerli nel tempo.

Si rivolge in particolare a pensionati, persone con rendite da investimenti, canoni di locazione, dividendi o altre fonti di reddito non collegate a lavoro dipendente o attività professionale svolta in Italia. Uno dei requisiti chiave è dimostrare redditi stabili e adeguati, di regola a partire da una soglia indicativa nell’ordine dei 31.000 euro annui per il singolo richiedente, importo che aumenta in caso di coniuge o figli a carico, secondo le indicazioni dei singoli Consolati.

La domanda si presenta presso il Consolato italiano competente per il Paese di residenza. Una volta ottenuto il visto e fatto ingresso in Italia, il titolare richiede il permesso di soggiorno per residenza elettiva presso la Questura territorialmente competente, completando così il percorso amministrativo per vivere legalmente in Italia in modo continuativo

Con questo titolo di soggiorno non è consentito svolgere lavoro subordinato o autonomo in Italia; eventuali entrate derivano da pensioni, rendite, investimenti o altri redditi già esistenti.

Cosa possiamo fare per te

Per ottenere il visto per Residenza Elettiva, Impatria mette a disposizione un servizio completo che accompagna il cliente dalla verifica dei requisiti fino al rilascio del permesso di soggiorno, con una gestione coordinata degli aspetti legali, fiscali e operativi.

  • Case assessment – valutazione iniziale del profilo Nella valutazione iniziale analizziamo redditi, patrimoni, tipologia di entrate (pensioni, canoni, dividendi, interessi, ecc.), situazione familiare e tempistiche desiderate, per verificare se l’elective residency visa è davvero la via più coerente rispetto ad altre soluzioni.
  • Consulenza legale (45 minuti) con avvocato immigrazionista La consulenza legale serve a definire nel dettaglio la strategia con il Consolato competente (documenti richiesti, soglie di riferimento, tempistiche realistiche, possibili criticità) e a impostare correttamente il fascicolo.
  • Consulenza fiscale (30 minuti) su residenza e regimi agevolati La consulenza fiscale consente di valutare l’impatto del trasferimento sul piano tributario: dal passaggio alla residenza fiscale in Italia alla possibile adesione, ove ne ricorrano i requisiti, a regimi agevolati come la flat tax al 7% per pensionati con redditi esteri o il regime dei nuovi residenti HNWI con imposta sostitutiva fissa sui redditi esteri.
  • Preparazione della domanda di visto (application support) La parte operativa – preparazione della domanda, gestione dei rapporti con il Consolato, supporto per Codice Fiscale e permesso di soggiorno – copre tutti gli adempimenti pratici, fino al rilascio del titolo di soggiorno per residenza elettiva. In questo contesto vengono anche letti gli effetti concreti del trasferimento: possibilità di programmare un futuro ricongiungimento familiare, accesso più semplice a conti correnti e servizi bancari, stipula di contratti di locazione a lungo termine e, in generale, impostazione di un progetto di vita in Italia in ottica di medio-lungo periodo.
  • Gestione dei rapporti con il Consolato (liaising)
  • Assistenza per Codice Fiscale e permesso di soggiorno in Italia

Per iniziare a lavorare sull’elective residency visa, richiediamo normalmente:

  • Passaporto in corso di validità
  • Prova di redditi passivi stabili (pensioni, canoni di locazione, dividendi, cedole, rendite finanziarie)
  • Estratti conto bancari e documentazione patrimoniale a supporto
  • Prova di un alloggio adeguato in Italia (proprietà o contratto di locazione, anche preliminare)
  • Polizza di assicurazione sanitaria internazionale con copertura minima conforme alle richieste consolari
  • Certificato penale e, se necessario, certificati aggiuntivi richiesti dal Consolato competente
  • Informazioni su eventuali familiari che intendono richiedere visto o permesso collegato


La checklist viene poi personalizzata in funzione delle richieste del singolo Consolato e della struttura dei redditi del cliente.

Faq

Il visto per residenza elettiva è rivolto a cittadini extra-UE che desiderano vivere stabilmente in Italia senza lavorare e possono dimostrare redditi passivi stabili o patrimoni sufficienti a sostenere il proprio mantenimento nel tempo. Tipicamente rientrano in questa categoria pensionati, persone con rendite da locazione, dividendi, interessi o altri investimenti. Non è uno strumento pensato per chi ha bisogno di un lavoro in Italia per mantenersi.

La normativa richiede che il richiedente dimostri mezzi economici stabili e adeguati, derivanti da redditi non lavorativi. Nella prassi consolare più diffusa, per una persona sola viene spesso indicata una soglia minima intorno ai 31.000 euro annui, che aumenta in presenza di coniuge e figli. Si tratta di valori indicativi: ogni Consolato può applicare parametri e valutazioni proprie, per questo è necessario verificare il requisito di reddito nel momento in cui si presenta domanda.

No. Il visto per residenza elettiva e il relativo permesso di soggiorno non consentono lavoro subordinato o autonomo in Italia. Il soggiorno deve essere sostenuto da redditi passivi o da risorse economiche già esistenti, e non da un’attività lavorativa svolta sul territorio italiano. Eventuali situazioni ibride (come lavori da remoto complessi o attività imprenditoriali) vanno analizzate con attenzione, perché potrebbero richiedere un titolo di soggiorno diverso.

No. L’elective residency visa e il relativo permesso di soggiorno non consentono lavoro subordinato o autonomo in Italia. Il soggiorno deve essere sostenuto da redditi passivi o da risorse economiche già esistenti, e non da un’attività lavorativa svolta sul territorio italiano. Eventuali situazioni ibride (come lavori da remoto complessi o attività imprenditoriali) vanno analizzate con attenzione, perché potrebbero richiedere un titolo di soggiorno diverso.

Il visto per residenza elettiva è pensato per chi non deve lavorare in Italia e può vivere di rendite o redditi passivi; altri visti, come quelli per lavoro, per investitori o per startup, richiedono invece un’attività lavorativa o imprenditoriale specifica. Per alcuni profili con patrimoni importanti o con progetti imprenditoriali, può essere più opportuno valutare anche l’Investor Visa o lo Startup Visa, oppure combinare il trasferimento con regimi fiscali dedicati ai nuovi residenti. La scelta migliore dipende dal mix tra redditi, patrimonio, attività svolte e orizzonte temporale del progetto.

Affidarsi a Impatria per il visto per residenza elettiva significa avere un percorso unico, coordinato da un referente che mette insieme tre livelli: analisi preliminare del profilo, consulenza legale e fiscale specializzata e gestione operativa di visto e permesso di soggiorno. Invece di dialogare separatamente con avvocati, fiscalisti, Consolato e interlocutori locali, il cliente ha un unico punto di riferimento che coordina il lavoro dei professionisti coinvolti, riducendo errori, tempi morti e passaggi ridondanti e trasformando il trasferimento in un progetto strutturato e sostenibile.

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