VISTO
NOMADI DIGITALI

Supporto strutturato per digital nomads e remote worker extra-UE

Che cos’è il digital nomad visa e a chi è rivolto

Il digital nomad visa è un visto di lunga durata destinato a cittadini non appartenenti all’Unione Europea che svolgono lavoro da remoto in modo qualificato e intendono soggiornare in Italia per periodi superiori a novanta giorni. Si rivolge a:

  • freelance
  • consulenti
  • dipendenti


che lavorano in modalità full remote per aziende o clienti esteri e che possono dimostrare un’attività stabile, un reddito considerato adeguato, una copertura assicurativa sanitaria valida in Italia e una sistemazione abitativa idonea.

La domanda viene presentata presso il Consolato italiano competente per il Paese di residenza del richiedente. Una volta rilasciato il visto e effettuato l’ingresso in Italia, è necessario richiedere il permesso di soggiorno per nomadi digitali/lavoratori da remoto presso la Questura territorialmente competente, così da completare l’iter amministrativo per soggiornare regolarmente nel Paese.

Cosa possiamo fare per te

Per il digital nomad visa Impatria mette a disposizione un servizio completo che accompagna il cliente dalla verifica dei requisiti fino al rilascio del permesso di soggiorno, con una gestione coordinata degli aspetti legali, fiscali e operativi.

  • Case assessment – valutazione iniziale del profilo Nella valutazione iniziale, analizziamo il profilo per capire se il digital nomad visa è la soluzione corretta oppure se sia preferibile considerare altri canali.
  • Consulenza legale (45 minuti) con avvocato immigrazionista Nella consulenza legale, definiamo la strategia di domanda, la relazione con il Consolato e le tempistiche realistiche.
  • Consulenza fiscale (30 minuti) su residenza e regimi agevolati Nella consulenza fiscale valutiamo, oltre al tema della residenza fiscale, l’eventuale accesso al Regime Impatriati o ad altri regimi agevolati.
  • Preparazione della domanda di visto (application support) La parte operativa – preparazione del fascicolo, gestione dei rapporti con la sede consolare, supporto per Codice Fiscale e permesso di soggiorno – tiene insieme tutti gli adempimenti necessari e permette di leggere il visto in un’ottica più ampia: dalla futura possibilità di ricongiungimento familiare all’accesso più semplice a conti correnti, servizi bancari e contratti di locazione, fino all’impostazione di un percorso che, se il cliente lo desidera, può diventare il primo passo verso forme di permanenza più stabili in Italia. In questo modo il digital nomad visa non è trattato come una semplice pratica amministrativa, ma come un elemento centrale di un progetto di medio periodo, valutato caso per caso.
  • Gestione dei rapporti con il Consolato (liaising)
  • Assistenza per Codice Fiscale e permesso di soggiorno in Italia

Per iniziare a lavorare sul digital nomad visa, richiediamo di norma:

  • Passaporto in corso di validità
  • CV aggiornato e breve descrizione dell’attività da remoto
  • Contratto di lavoro da remoto oppure principali contratti con clienti esteri
  • Prove di reddito degli ultimi 12 mesi
  • Evidenza di esperienza continuativa nel settore dichiarato
  • Piano o bozza di alloggio in Italia
  • Dati su eventuali familiari che potrebbero raggiungerti in un secondo momento


La checklist viene poi adattata alle richieste del singolo Consolato e alle caratteristiche specifiche del caso.

Faq

Il digital nomad visa non è pensato per tutti i lavoratori da remoto indistintamente. È rivolto a profili qualificati che svolgono attività da remoto per clienti o datori di lavoro esteri, con un reddito sufficiente e facilmente dimostrabile e con una posizione professionale chiara. Situazioni con redditi molto bassi, mansioni non qualificate o attività non tracciabili hanno, in genere, minori possibilità di soddisfare i requisiti richiesti.

Per ottenere il digital nomad visa è necessario dimostrare un reddito annuo adeguato e relativamente stabile. Nella prassi si fa spesso riferimento a una soglia indicativa che viene verificata di volta in volta in base agli aggiornamenti normativi e alle indicazioni del Consolato competente. Prima di avviare la pratica è opportuno verificare il livello di reddito richiesto nel momento in cui si presenta domanda, per evitare di costruire un fascicolo su basi non sufficienti.

I tempi di rilascio del digital nomad visa dipendono dal Consolato, dal periodo dell’anno e dalla qualità della documentazione presentata. In condizioni ordinarie è realistico considerare un orizzonte che va da alcune settimane fino a qualche mese dalla presentazione della domanda completa. Un fascicolo ben strutturato e coerente riduce il rischio di richieste integrative e contribuisce a contenere i tempi complessivi.

Il possesso del digital nomad visa, da solo, non comporta automaticamente la residenza fiscale in Italia. La residenza fiscale viene valutata sulla base di elementi come la durata effettiva della permanenza, l’eventuale iscrizione anagrafica e il centro degli interessi personali e professionali. In alcune situazioni il trasferimento in Italia porterà anche a un cambio di residenza fiscale, in altre no: per questo è consigliabile valutare il proprio caso con attenzione prima di programmare tempi e modalità della permanenza.

Scegliere Impatria per il digital nomad visa significa avere un percorso coordinato che integra, in un’unica cornice, la verifica preliminare dei requisiti, la consulenza legale e fiscale e il supporto operativo su visto e permesso di soggiorno. Invece di gestire avvocato, fiscalista, Consolato e adempimenti in Italia come canali separati, il cliente dialoga con un referente unico che coordina i professionisti coinvolti e tiene allineati tutti i passaggi, riducendo margini di errore, tempi morti e sovrapposizioni.

In alcuni casi il digital nomad visa può essere il punto di partenza per valutare l’accesso a regimi fiscali agevolati, come il Regime Impatriati, se sono rispettati i requisiti previsti dalla normativa e se il trasferimento in Italia comporta anche uno spostamento della residenza fiscale. Non si tratta di un beneficio automatico, ma di una possibilità che va analizzata confrontando il quadro del Paese di origine con quello italiano. La consulenza fiscale iniziale serve proprio a capire se, nel medio periodo, il progetto Italia possa essere sostenibile anche dal punto di vista fiscale.