VISTO
ricongiungimento familiare
Ricongiungimento familiare per titolari di permesso di soggiorno in Italia
> Servizi correlati
Pianificazione del percorso di lungo periodo (permesso UE di lungo periodo, cittadinanza per residenza o matrimonio)
Coordinamento con altri visti del nucleo (digital nomad visa, elective residency visa, startup o investor visa)
Ricerca casa e assistenza nelle pratiche di locazione/acquisto
Cos'è il visto per ricongiungimento familiare e a chi è rivolto
Il family reunification visa (visto per ricongiungimento familiare/motivi familiari) è un visto nazionale di lunga durata che permette ai familiari stranieri di raggiungere in Italia un cittadino extra-UE titolare di un permesso di soggiorno valido e con requisiti di reddito e alloggio adeguati, oppure un cittadino italiano/UE stabilmente residente in Italia, secondo regole in parte diverse.
Per i titolari di permesso di soggiorno extra-UE, la materia è disciplinata principalmente dall’art. 29 del Testo Unico Immigrazione, che elenca i familiari per cui è possibile chiedere ricongiungimento: coniuge maggiorenne non legalmente separato, figli minori (inclusi adottati o affidati), figli maggiorenni a carico con invalidità totale, e, in casi particolari, genitori a carico sopra i 65 anni.
La procedura “classica” di ricongiungimento familiare si articola in due fasi:
- il familiare già in Italia (sponsor) richiede online il nulla osta al ricongiungimento allo Sportello Unico per l’Immigrazione (SUI) tramite il portale del Ministero dell’Interno;
- ottenuto il nulla osta, il familiare all’estero richiede il visto per ricongiungimento familiare (visto D) al Consolato italiano competente, entro il termine indicato (di regola entro 6 mesi dal rilascio del nulla osta).
Dopo l’ingresso in Italia con il family reunification visa, il familiare deve richiedere, generalmente entro 8 giorni, il permesso di soggiorno per motivi familiari utilizzando il kit postale e completando la procedura presso Sportello Unico e Questura.
Per i familiari di cittadini italiani o UE, la procedura è parzialmente diversa: non è richiesto il nulla osta dello Sportello Unico, ma si richiede direttamente un visto per motivi familiari / ricongiungimento al Consolato; dal 1° giugno 2024 in molti casi è previsto un visto nazionale D di 365 giorni da convertire poi in permesso di soggiorno in Questura.
Cosa possiamo fare per te
Per ottenere il visto per ricongiungimento familiare in Italia, Impatria mette a disposizione un servizio completo che accompagna il cliente dalla verifica dei requisiti fino al rilascio del permesso di soggiorno per motivi familiari, coordinando gli aspetti giuridici, pratici e – dove serve – fiscali.
-
Case assessment – valutazione iniziale del profilo Nel case assessment analizziamo il tipo di permesso di soggiorno dello sponsor, la composizione del nucleo familiare, i rapporti di parentela, le fonti di reddito, l’alloggio disponibile in Italia e i tempi desiderati, per capire se e come accedere al ricongiungimento familiare (e se si rientra nello schema “extra-UE con nulla osta” o in quello dei familiari di cittadini italiani/UE, che seguono una via semplificata).
-
Consulenza legale (45 minuti) con avvocato immigrazionista La consulenza legale definisce la strategia procedurale: documenti necessari per il nulla osta, modalità di presentazione tramite portale ALI, tempi massimi per il rilascio (di regola entro 150 giorni dalla richiesta, se la documentazione è completa) e rapporto con il Consolato competente.
-
Inquadramento fiscale di base e impatto del ricongiungimento sul progetto di trasferimento L’inquadramento fiscale di base serve a verificare come cambierà, nel tempo, la situazione del nucleo: ad esempio, se il ricongiungimento è parte di un progetto più ampio di trasferimento in Italia sotto regimi agevolati (pensionati, nuovi residenti, impatriati) o se tutti resteranno fiscalmente residenti all’estero.
-
Supporto alla richiesta di nulla osta allo Sportello Unico per l’Immigrazione
-
Preparazione della domanda di family reunification visa presso il Consolato La parte operativa copre l’intero ciclo: predisposizione dei documenti per nulla osta, accompagnamento nella fase consolare supporto post-ingresso per la richiesta del permesso di soggiorno per motivi familiari. In questa fase viene anche chiarito cosa comporta, concretamente, il nuovo titolo: generalmente diritto a vivere, lavorare e studiare in Italia, possibilità di accedere ai servizi essenziali (sanità, scuola) e, nel lungo periodo, possibilità di richiedere un permesso UE per soggiornanti di lungo periodo o, se ci sono i presupposti, la cittadinanza italiana tramite residenza o matrimonio.
-
Gestione dei rapporti con Sportello Unico, Prefettura e Questura (liaising)
-
Assistenza per Codice Fiscale e permesso di soggiorno per motivi familiari
Per iniziare a lavorare su un visto per ricongiungimento familiare richiediamo di solito:
- Copia del permesso di soggiorno dello sponsor in corso di validità (o documentazione che attesti lo status, es. protezione internazionale)
- Dati anagrafici completi dei familiari da ricongiungere e natura del rapporto di parentela
- Certificati di matrimonio e/o nascita, in forma idonea all’uso in Italia (traduzione, legalizzazione/apostille, se richiesti)
- Documentazione relativa al reddito dello sponsor (es. CU/Certificazione Unica, 730, Modello Redditi, buste paga, bilanci o dichiarazioni per autonomi)
- Documentazione sull’alloggio idoneo in Italia (contratto di locazione o atto di proprietà, ed eventualmente certificato di idoneità alloggiativa richiesto dalla Prefettura/Comune)
- Copia dei passaporti dei familiari da ricongiungere
- Eventuali certificazioni sanitarie o attestazioni specifiche (ad esempio per genitori a carico, figli maggiorenni con invalidità, ecc.)
La checklist viene poi adattata al singolo caso, alla tipologia di familiare (coniuge, figli, genitori) e alle richieste precise dello Sportello Unico per l’Immigrazione e del Consolato competente.
Faq
Può chiedere il ricongiungimento familiare il cittadino extra-UE titolare di un permesso di soggiorno di durata non inferiore a un anno (ad esempio per lavoro, protezione internazionale, motivi familiari, studio in alcuni casi) che dimostri la disponibilità di un reddito sufficiente e di un alloggio idoneo. Anche il beneficiario di protezione internazionale può richiedere il ricongiungimento, con alcune semplificazioni sui requisiti di reddito e alloggio.
L’art. 29 del Testo Unico Immigrazione indica, come familiari ricongiungibili: il coniuge maggiorenne non legalmente separato, i figli minori (inclusi adottati, affidati o in tutela, equiparati ai figli biologici), i figli maggiorenni a carico con invalidità totale, e, in presenza di determinate condizioni, i genitori a carico di età superiore ai 65 anni quando non vi siano altri figli nel Paese di origine in grado di sostenerli. Le condizioni specifiche vanno verificate caso per caso, alla luce della documentazione disponibile.
Il richiedente deve dimostrare un reddito minimo annuo non inferiore all’importo dell’assegno sociale aumentato in base al numero dei familiari da ricongiungere, oltre alla disponibilità di un alloggio conforme ai requisiti igienico-sanitari e di idoneità abitativa fissati dalla normativa locale. Gli importi e i parametri sono legati a soglie aggiornate periodicamente, per cui vanno sempre verificati al momento della domanda con lo Sportello Unico competente o con un legale. Dal dicembre 2024 il richiedente deve inoltre aver maturato almeno due anni di soggiorno legale ininterrotto in Italia (art. 28, comma 1-bis, del Testo Unico Immigrazione, introdotto dalla L. 187/2024); il requisito non si applica ai figli minori e ai titolari di protezione internazionale.
La legge prevede che lo Sportello Unico per l’Immigrazione rilasci il nulla osta al ricongiungimento familiare entro 150 giorni dalla presentazione della domanda completa. Una volta rilasciato il nulla osta, il familiare deve richiedere il visto al Consolato entro i termini indicati (tipicamente entro 6 mesi) e, ottenuto il visto, può entrare in Italia per poi richiedere il permesso di soggiorno per motivi familiari entro 8 giorni dall’ingresso. I tempi effettivi dipendono anche dal carico di lavoro del Consolato e dalla completezza del fascicolo.
Sì, in linea generale il permesso di soggiorno per motivi familiari consente di svolgere attività lavorativa subordinata o autonoma alle stesse condizioni del familiare sponsor, ed è convertibile in altre tipologie di permesso (ad esempio per lavoro) se sussistono i requisiti. Il familiare ha anche diritto di accedere al sistema scolastico e sanitario, secondo le regole ordinarie.
Per i familiari di cittadini italiani o UE residenti in Italia si applicano regole in parte diverse: di norma non è richiesto il nulla osta dello Sportello Unico, e il familiare extra-UE richiede direttamente un visto per motivi familiari / ricongiungimento al Consolato. Dal 1° giugno 2024, in molti casi, viene rilasciato un visto nazionale D di 365 giorni da convertire in permesso di soggiorno presso la Questura entro 8 giorni dall’ingresso in Italia. La logica generale è quella del diritto all’unità familiare in ambito UE, ma i dettagli applicativi vanno sempre verificati presso il Consolato competente.
> Servizi correlati
Pianificazione del percorso di lungo periodo (permesso UE di lungo periodo, cittadinanza per residenza o matrimonio)
Coordinamento con altri visti del nucleo (digital nomad visa, elective residency visa, startup o investor visa)
Ricerca casa e assistenza nelle pratiche di locazione/acquisto