I comuni italiani che ti pagano per trasferirti: la mappa degli incentivi attivi

Le case a 1 euro non sono solo un fenomeno del Sud: dalle Piccole Dolomiti vicentine alla Barbagia, decine di Comuni alpini e appenninici cedono immobili abbandonati al prezzo simbolico di un euro in cambio del restauro. Questa guida 2026 raccoglie i borghi con bando verificato, i costi reali dei lavori in quota, i vincoli paesaggistici e il percorso di visto e residenza per viverci legalmente.

In questo articolo:

In questo articolo:

Rendici la tua fonte preferita su Google

I comuni che pagano per trasferirsi non sono un mito: diverse Regioni e piccoli borghi italiani offrono contributi in denaro — da poche migliaia fino a oltre 20.000 euro — a chi vi sposta la residenza. Questa mappa raccoglie le misure verificate e attive nel 2026, con importi reali, requisiti e insidie da conoscere prima di partire.

I comuni che pagano per trasferirsi sono piccoli centri, spesso montani e sotto i 3.000–5.000 abitanti, che erogano contributi a fondo perduto, bonus affitto o premi una tantum a chi vi sposta la residenza anagrafica. Nel 2026 le misure più solide e verificate sono regionali: l’Abruzzo versa 2.500 euro l’anno per tre anni (7.500 euro in tutto, il doppio solo se si avvia un’attività), la Sardegna fino a 15.000 euro per la prima casa, la Sicilia riconosce un contributo a fondo perduto pari al 50% dell’IRPEF versata a chi trasferisce la residenza dall’estero, con le domande che si aprono il 1 settembre 2027.

In breve

  • Abruzzo — fino a 2.500 €/anno per 3 anni, fino a 15.000 € se avvii un’attività; comuni montani sotto i 3.000 abitanti. Nessuna finestra aperta nel 2026.
  • Sardegna — fino a 15.000 € (50% della spesa) per acquisto o ristrutturazione della prima casa; comuni sotto i 5.000 abitanti. Attiva.
  • Sicilia — rimborso del 50% dell’IRPEF (60% sotto i 5.000 abitanti) per chi si trasferisce dall’estero, trasferimenti 2026–2028. In vigore.
  • Friuli-Venezia Giulia — fino a circa 22.000 € per la prima casa in un comune montano. Sportello aperto.
  • In quasi tutti i casi il contributo arriva dopo il trasferimento, con un vincolo di residenza di norma di 5 anni.

Cosa significa "farsi pagare" per trasferirsi in un piccolo comune italiano?

Dietro allo slogan — “ti pagano per andarci a vivere” — ci sono strumenti molto diversi tra loro, che vale la pena distinguere subito.

Un contributo per il trasferimento di residenza è una somma di denaro che un ente pubblico — Regione, Provincia autonoma o singolo Comune — eroga a chi sposta la propria residenza anagrafica in un territorio a rischio di spopolamento. Nella pratica assume quattro forme distinte: il premio una tantum per il solo trasferimento, il contributo a fondo perduto per acquistare o ristrutturare la prima casa, il bonus affitto mensile, e l’incentivo per avviare un’attività nel borgo. Sono leve diverse, con requisiti e importi diversi.

Vale la pena tenere distinte due cose che spesso si confondono. Le celebri case a un euro sono un’altra storia: lì il denaro non lo ricevi, lo investi — compri un immobile abbandonato a prezzo simbolico e ti impegni a restaurarlo. Qui parliamo invece di contributi che arrivano sul conto. Se anche la strada del recupero ti incuriosisce, ne abbiamo scritto nella guida alle case a 1 euro in Italia e nell’approfondimento sulle case a 1 euro in montagna.

Un punto da fissare subito: quasi sempre il denaro arriva dopo il trasferimento e a fronte di vincoli pluriennali. Nessun comune regala un assegno a chi si presenta allo sportello. Capire chi eroga, quanto e a quali condizioni è esattamente lo scopo di questa mappa.

Quali Regioni e comuni italiani pagano davvero per trasferirsi nel 2026?

La risposta breve: poche misure sono assegni diretti, molte sono contributi alla prima casa o all’affitto, e diverse misure citate di frequente riguardano bandi ormai chiusi. Di seguito quelle che siamo riusciti a verificare su fonte ufficiale, aggiornate al 29 giugno 2026.

Regione / ComuneMisuraImportoTipoRequisiti chiaveStato (giu. 2026)
AbruzzoIncentivi ai nuovi residenti nei piccoli comuni di montagna2.500 €/anno per 3 anni (7.500 €); fino a 5.000 €/anno per 3 anni (15.000 €) se si avvia un’attivitàPremio trasferimento a fondo perdutoComune montano < 3.000 ab. con calo demografico; provenienza da comune ≥ 3.000 ab.; residenza entro 90 giorni; permanenza 5 anni; nessun limite ISEE né di etàNessuna finestra aperta: ultimo avviso scaduto il 15 ottobre 2023
SardegnaContributi prima casa anti-spopolamentoFino a 15.000 € a nucleo (50% della spesa)Fondo perduto acquisto/ristrutturazione prima casaComune ≤ 5.000 ab.; immobile come residenza; permanenza 5 anni; priorità a under 40, emigrati sardi, chi arriva da fuori regione o dall’esteroAttiva (rifinanziata 2026–2028); bandi dei singoli Comuni
SiciliaRimborso IRPEF per i nuovi residenti dall’esteroRimborso 50% dell’IRPEF per 3 anni (60% se comune < 5.000 ab.)Agevolazione fiscale legata al trasferimentoTrasferimento dall’estero con domicilio fiscale in Sicilia; reddito o pensione; acquisto/ristrutturazione di un immobileIn vigore (decreto attuativo aprile 2026)
Calabria“Abita i Borghi Montani della Calabria”20.000 € (avvio attività) o 5.000 € (pensionato / lavoro agile), una tantumPremio trasferimento + avvio attivitàComune montano < 3.000 ab.; maggiorenni (nessun limite d’età); residenza entro 90 giorni; permanenza 5 anniSelezione Comuni chiusa (89 ammessi); possibile nuova annualità
Friuli-Venezia GiuliaEdilizia agevolata prima casa in montagnaComune montano 15.500–17.500 €; fino a ~22.000 € con maggiorazioniFondo perduto acquisto/costruzione/ristrutturazione prima casaResidenza in FVG da 5 anni; ISEE ≤ 30.000 €; comune interamente montano; residenza mantenuta 5 anniAperta (sportello continuo)
Trento (Prov. aut.)Sostegno affitto zone periferiche e svantaggiateFino a 3.000 €/anno per 3 anni (max 9.000 €)Bonus affitto / premio trasferimentoResidenza in uno dei 112 comuni periferici; contratto di affitto ≥ 3 anni; nessun altro immobileAperta fino al 31/08/2026
Bolzano (Prov. aut.)Edilizia agevolata prima casa (+25% comuni svantaggiati)Base 35.000 € (singolo) / 52.000 € (coppia), fino a max ~76.000 €Fondo perduto acquisto/costruzione/recupero prima casaResidenza o lavoro in provincia da 5 anni; limiti di reddito; vincolo sociale 20 anniAttiva (maggiorazione montagna +25% non ancora operativa)
LombardiaNuova Impresa nei Piccoli Comuni e Frazioni 2026Fondo perduto fino all’80%, max 40.000 €Incentivo avvio attivitàNuova attività di commercio alimentare in comuni ≤ 3.000 ab. o frazioni sprovviste del servizioAperta (28/01 → 12/11/2026)
LiguriaBonus affitto nuove imprese dell’entroterraFino a 300 €/mese per 5 anni (~18.000 €)Incentivo avvio attivitàNuove imprese in comuni non costieri ≤ 2.500 ab.Aperta fino al 31/12/2026
Mantova (comune)“Benvenuti in città” — bonus affitto150 €/mese (12 mensilità; 24 per under 36)Bonus affittoContratto ≥ 1 anno, canone ≥ 350 €; limiti ISEE; occupato o pensionatoAttiva, a sportello
Radicondoli (SI) (comune)“WivoaRadicondoli” — pacchetto abitareAffitto: 50% del canone, max 200 €/mese; acquisto: 25% del prezzo, max 20.000 € (under 40)Bonus affitto + fondo perduto acquistoVincolo di residenza 4 anni (affitto) o 10 anni (acquisto); ISEE per la quota acquistoAttiva 2026

Tre avvertenze di lettura, prima di entrare nel dettaglio. Primo: gli importi indicati sono quasi sempre tetti massimi legati a condizioni (numero di componenti del nucleo, percentuale sul prezzo della casa), non somme fisse garantite; vanno letti con il “fino a”. Secondo: le misure regionali per la prima casa più ricche — Piemonte (fino a 40.000 €), Emilia-Romagna e Toscana (fino a 30.000 €) — sono annualità ricorrenti oggi chiuse, che possono riaprire: vanno monitorate, non date per attive. Terzo: alcuni “bonus” molto citati dalla stampa non reggono alla verifica, e li trattiamo più avanti.

Le misure regionali più solide: Abruzzo, Sardegna, Sicilia, Calabria

C’è una regione, l’Abruzzo, dove la promessa è quasi disarmante nella sua semplicità: sposti la residenza in un piccolo borgo di montagna sotto i tremila abitanti e ti arrivano 2.500 euro l’anno per tre anni. Apri un’attività, e la cifra raddoppia — fino a 15.000 euro in totale. Nessun limite di reddito, nessuna soglia d’età: basta trasferirsi entro tre mesi e restare almeno cinque anni. È la misura più lineare del panorama italiano.

La Sardegna ragiona invece sulla casa. Qui il contributo copre metà della spesa per comprare o ristrutturare la prima abitazione, fino a 15.000 euro a famiglia, nei comuni sotto i cinquemila abitanti — una soglia allargata proprio nel 2026, prima ferma a tremila. L’isola guarda con favore a chi ha meno di quarant’anni, agli emigrati sardi che tornano e a chi arriva da fuori. Un dettaglio pratico da ricordare: la domanda non si presenta alla Regione, ma al Comune che si è scelto, che pubblica il proprio bando dopo il riparto dei fondi.

La Sicilia ha giocato la carta più sorprendente, ed è quella che parla più direttamente a chi vive all’estero. Con la legge di stabilità regionale del 2026 — l’articolo 25, per chi ama la precisione — l’isola restituisce metà dell’imposta sul reddito a chi vi trasferisce la residenza dall’estero, e sale al 60% per chi sceglie un borgo sotto i cinquemila abitanti. Vale per i trasferimenti fino al 2028 e funziona come un rimborso: prima si pagano le tasse, poi ne torna indietro una fetta. Abbiamo raccontato tutte le agevolazioni fiscali della Sicilia in un pezzo dedicato, da leggere accanto al regime del 7% per i pensionati esteri.

La Calabria, infine, ha messo sul piatto cifre più alte — 20.000 euro per chi avvia un’attività, 5.000 per pensionati e lavoratori da remoto — nei suoi borghi di montagna. Qui però serve una nota di realismo: la corsa dei Comuni si è chiusa nel 2025, con 89 borghi ammessi, e i bandi rivolti ai cittadini sono ormai in gran parte scaduti. Una nuova tornata è possibile, ma non è ancora scritta.

Case a 1 euro in montagna: dove trovarle su Alpi e Appennini

Nord e Centro: il Friuli che paga la casa, il Trentino che paga l'affitto

Più si sale verso le Alpi, più la logica cambia: meno premi in contanti, più aiuti alla casa e all’affitto, quasi sempre legati alla montagna.

Il Friuli-Venezia Giulia è l’unica regione che, in questo momento, tiene lo sportello aperto tutto l’anno per la prima casa. In un comune interamente montano il contributo parte da circa 15.500 euro e può sfiorare i 22.000 per i più giovani, con il vincolo di restare cinque anni. Chi guarda a questo angolo d’Italia — il mare di Trieste, il Carso, l’anima mitteleuropea — trova qui una delle combinazioni più equilibrate tra qualità della vita e incentivo.

Vivere a Trieste: qualità della vita, costi e quartieri

Il Trentino, dal canto suo, ha scelto di alleggerire l’affitto: fino a 3.000 euro l’anno per tre anni a chi sposta la residenza in uno dei suoi 112 comuni più periferici, con una finestra aperta fino all’estate del 2026.

E poi c’è chi premia non tanto chi arriva, quanto chi apre bottega: la Lombardia mette fino a 40.000 euro per le nuove attività di vicinato nei comuni più piccoli, la Liguria copre per cinque anni l’affitto delle nuove imprese dell’entroterra. Per chi sogna di lavorare dall’Italia restando connesso al mondo, il segreto è inquadrare visto, residenza e fisco fin dall’inizio, prima ancora di scegliere il borgo.

Vuoi vivere e lavorare da un piccolo comune italiano?

Con Nomad Landing mettiamo in fila visto, residenza e incentivi locali in un unico percorso, su misura per chi lavora da remoto.

Quanto si può ricevere davvero e con quali vincoli?

La cifra sul titolo è la parte facile. I vincoli sono la parte che decide se la misura conviene davvero.

Sul fronte degli importi, il quadro reale è più sobrio di quanto suggeriscano alcune sintesi: i premi diretti al trasferimento valgono in genere tra 5.000 e 15.000 euro complessivi (Abruzzo, Calabria), i contributi alla prima casa arrivano a 15.000–22.000 euro dove attivi (Sardegna, Friuli-Venezia Giulia), i bonus affitto si misurano in poche centinaia di euro al mese per un periodo limitato (Trento, Mantova). Le cifre a cinque zeri più alte sono quasi sempre tetti teorici, raggiungibili solo a condizioni stringenti.

Sul fronte dei vincoli, tre ricorrono quasi ovunque. Il primo è la soglia demografica: il comune deve essere piccolo, di norma sotto i 3.000 o i 5.000 abitanti, e spesso classificato come montano o in spopolamento. Il secondo è l’obbligo di permanenza: la residenza va mantenuta per un periodo minimo, in genere cinque anni, pena la restituzione del contributo; nei bandi sulla casa il vincolo può salire a dieci anni. Il terzo è la tempistica: il trasferimento della residenza deve avvenire entro un termine preciso, spesso 90 giorni dall’accoglimento della domanda.

A questi si aggiungono condizioni variabili: il limite di età (alcuni bandi premiano gli under 40, altri non pongono limiti), il tetto ISEE, l’obbligo di provenire da un comune più grande, e — nei bandi su attività — l’avvio effettivo di un’impresa. È la lettura attenta del singolo bando a dire se la misura fa davvero per voi.

Quale incentivo somiglia alla tua vita?

Non esiste un incentivo migliore degli altri: esiste quello che assomiglia alla tua vita. E allora vale la pena fermarsi un momento a immaginare chi sei, prima ancora di guardare gli importi.

Se sei un pensionato che torna o arriva dall’estero, il tuo terreno è quello fiscale: il rimborso siciliano e il regime del 7% nei borghi del Sud lavorano sugli anni, non ti chiedono di aprire partite IVA e si sposano bene con una vita più lenta. Se invece lavori da remoto o in proprio, guarda alle misure che non ti vincolano a un’impresa — i cinquemila euro della Calabria, di nuovo il rimborso siciliano, i tanti piccoli bonus affitto comunali.

Per una famiglia che vuole comprare e mettere radici, il cuore è il contributo sulla prima casa: Sardegna e Friuli-Venezia Giulia possono coprirne una fetta importante. Se il tuo progetto è invece aprire un’attività — una bottega, uno studio, un piccolo laboratorio — è lì che si trovano le cifre più generose, perché Abruzzo, Calabria, Lombardia e Liguria scommettono volentieri su chi porta lavoro.

Stai pensando alla pensione in un borgo italiano?

Con Silver Move coordiniamo residenza, sanità e fisco del trasferimento, dal primo orientamento alla domanda di agevolazione.

E se ti muovi da investitore, la partita si gioca più sul piano patrimoniale e fiscale che sul singolo bonus locale: comprare in un’area interna che sta rinascendo, unito ai regimi per i nuovi residenti, può valere molto più di un contributo comunale.

Il filo, in fondo, è sempre lo stesso: scegliere prima la vita, poi lo strumento. E per ciascuna di queste vite c’è un percorso che tiene insieme residenza, visto e fisco.

Guardi all'Italia come investitore o grande patrimonio?

Con Elite Residency e Investor Entry strutturiamo residenza, patrimonio e regimi fiscali per chi sceglie un’area interna in rilancio.

Chi può accedere a questi contributi se arriva dall'estero?

È la domanda che fa la differenza per chi non vive già in Italia, e quasi nessuno la affronta con chiarezza.

Il requisito di fondo è uno: questi contributi premiano la residenza anagrafica, cioè l’iscrizione all’anagrafe del comune italiano dove ci si trasferisce. Chi arriva dall’estero deve quindi prima regolarizzare il proprio soggiorno e poi iscriversi all’anagrafe. Per i cittadini dell’Unione europea la registrazione della residenza è un diritto, subordinato alla prova di mezzi sufficienti e copertura sanitaria. Per i cittadini extra-UE serve prima un visto di lungo soggiorno e il relativo permesso: nessun contributo comunale sostituisce il titolo di soggiorno. Per orientarsi tra residenza, visto e adempimenti, il punto di partenza è la guida pratica per trasferirsi in Italia.

Per gli italiani residenti all’estero c’è un passaggio specifico: chi è iscritto all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (AIRE) deve chiedere la cancellazione e la re-iscrizione all’anagrafe della popolazione residente nel comune di destinazione. Solo a quel punto matura il requisito che la maggior parte dei bandi richiede.

La buona notizia è che alcune misure sono pensate proprio per chi arriva da fuori. La Sicilia riserva il rimborso IRPEF esplicitamente a chi trasferisce la residenza dall’estero. La Sardegna assegna priorità a chi proviene da fuori regione o dall’estero e agli emigrati sardi. L’Abruzzo ammette tra i beneficiari anche gli italiani che rientrano dall’estero. In tutti i casi serve un conto corrente italiano su cui ricevere l’erogazione, da aprire per tempo.

Cittadinanza italiana per discendenza: la guida 2026

E le tasse sul contributo che ricevo?

Domanda legittima: se il Comune mi versa 15.000 euro, devo poi pagarci le tasse sopra? Per la maggior parte delle persone la risposta è rassicurante.

Se sei un privato e non stai agendo come impresa, un contributo a fondo perduto per la prima casa o un premio per il trasferimento, in linea generale, non fa reddito: non lo tassi. Le cose cambiano se quel contributo entra in un’attività d’impresa o di lavoro autonomo — è il caso di chi apre un’attività per accedere ai bandi dedicati — perché lì concorre al reddito come un qualsiasi ricavo.

Un’avvertenza onesta, perché il diavolo sta nei dettagli: ogni bando può qualificare il contributo a modo suo, e situazioni particolari — per esempio chi affitta l’immobile o ci avvia un bed & breakfast — possono cambiare il quadro. Il rimborso siciliano, poi, è un’altra cosa ancora: non un contributo esente, ma uno sconto sull’imposta, con regole sue. Prima di dare per scontata l’esenzione, una verifica con un commercialista vale l’investimento.

Da dove arrivano questi soldi? Il PNRR e i bandi per i piccoli comuni

Capire da dove vengono questi fondi aiuta a capire perché vanno e vengono — e perché una mappa come questa va riletta spesso.

Gran parte delle risorse per i borghi nasce dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), con oltre un miliardo di euro destinati all’attrattività dei borghi: una linea per i grandi progetti-pilota, una per centinaia di piccoli comuni storici, più quote per le imprese e per il turismo delle radici. C’è però un equivoco che torna spesso, e vale la pena scioglierlo: il PNRR Borghi finanzia i Comuni e le imprese, non i singoli cittadini che si trasferiscono. Sono progetti di rigenerazione — immobili recuperati, servizi, nuove attività — non assegni personali.

I contributi diretti alle persone, quelli di cui parla questa mappa, nascono altrove: da leggi e bandi regionali o comunali, spesso con fondi propri. È per questo che cambiano di anno in anno e di regione in regione. All’orizzonte c’è anche una legge nazionale sulla montagna, che promette crediti d’imposta per la prima casa e per le piccole imprese di quota: per ora resta una cornice in attesa dei decreti attuativi — da seguire, più che da richiedere.

Quali incentivi molto citati vanno letti con attenzione?

Capita che circolino cifre poi non confermate, o riferite a bandi nel frattempo chiusi. Non è un dramma: fa parte del gioco quando un tema diventa popolare. Ma tre casi aiutano a tenere i piedi per terra.

Il primo è il Trentino dei “100.000 euro”. È una cifra vera, ma è il tetto massimo di un contributo per comprare e ristrutturare un immobile in pochi borghi in spopolamento, con dieci anni di vincolo: un caso limite, non un assegno per chi trasloca. E quel bando, in questo momento, è chiuso.

Il secondo è la Calabria dei “28.000 euro agli under 40”. Quei numeri appartengono a un progetto-pilota del 2021 mai diventato bando. La misura vera, oggi, è quella dei 20.000 o 5.000 euro descritta sopra, nei comuni sotto i tremila abitanti e senza limiti d’età.

Il terzo è il Molise dei “700 euro al mese”. È esistito davvero, ma è stato revocato nel 2024: oggi quel bando non c’è più.

La morale è semplice e per niente ansiogena: prima di costruire un progetto su un incentivo basta un controllo sulla fonte ufficiale e sullo stato del bando. Le misure si rinnovano spesso, ed è normale così.

Come si richiede un contributo per trasferirsi? I passaggi

Ogni bando ha regole proprie, ma la sequenza operativa ricorrente è questa, ed è utile averla chiara prima di partire.

  1. Individua il bando giusto. Verifica sul sito della Regione, della Provincia autonoma o del Comune di destinazione che la misura sia aperta e che il comune scelto rientri nei requisiti (soglia di abitanti, classificazione montana o area interna).
  2. Regolarizza il soggiorno, se arrivi dall’estero. I cittadini extra-UE hanno bisogno di visto e permesso di soggiorno; i cittadini dell’Unione europea registrano la residenza dimostrando mezzi e copertura sanitaria.
  3. Trasferisci la residenza anagrafica nel comune, di norma entro il termine previsto dal bando, spesso 90 giorni dall’accoglimento della domanda.
  4. Presenta la domanda con la documentazione richiesta: dati anagrafici, contratto di acquisto o di affitto, e — dove previsto — il piano dell’attività da avviare.
  5. Rispetta i vincoli di permanenza e, dove richiesti, di acquisto o ristrutturazione: il mancato rispetto comporta in genere la revoca e la restituzione del contributo.

I tempi di erogazione e i documenti cambiano da misura a misura, e in diversi casi — come in Sardegna — la domanda passa dal bando del singolo Comune. Il riferimento resta sempre il testo ufficiale della misura.

Conclusione

La mappa dei comuni che pagano per trasferirsi è reale, ma va letta come una fotografia in movimento, non come un listino fisso. Le misure più solide nel 2026 — Abruzzo, Sardegna, Sicilia, Friuli-Venezia Giulia — premiano chi cerca un progetto di vita radicato, non chi insegue l’assegno facile. Il denaro, quasi sempre, arriva dopo il trasferimento e in cambio di anni di residenza. Per chi viene dall’estero, il vero lavoro preliminare non è scegliere il bonus più alto, ma allineare residenza, visto e fisco prima di partire: è lì che un trasferimento ben pianificato si distingue da una promessa disattesa. E il movimento è reale: secondo il Rapporto Montagne Italia 2025 dell’Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani (UNCEM), tra il 2019 e il 2023 i comuni montani italiani hanno guadagnato 99.574 nuovi residenti. La buona notizia è che, per la prima volta da decenni, diverse aree interne italiane non si limitano a non perdere abitanti: pagano, concretamente, per riaverne.

Fonti
  • Regione Abruzzo — Incentivi ai nuovi residenti nei piccoli comuni di montagna (L.R. 32/2021).
  • Regione Sardegna — Contributi a fondo perduto per la prima casa anti-spopolamento (L.R. 3/2022, art. 13).
  • Regione Siciliana — Rimborso IRPEF per i nuovi residenti dall’estero (art. 25 L.R. n. 1/2026).
  • Regione Friuli-Venezia Giulia — Edilizia agevolata per la prima casa nei comuni montani (L.R. 1/2016).
  • UNCEM — Rapporto Montagne Italia 2025: 99.574 nuovi residenti nei comuni montani (2019–2023).
  • Ministero della Cultura — PNRR M1C3, Investimento 2.1 «Attrattività dei borghi».

Condividi su:

FAQ

Dipende dal tipo di misura. Per un premio diretto al trasferimento, l'Abruzzo arriva fino a 15.000 euro in tre anni se si avvia un'attività. Per la prima casa, Sardegna e Friuli-Venezia Giulia toccano i 15.000–22.000 euro. Le cifre più alte citate dalla stampa, come i 100.000 euro del Trentino, sono tetti teorici legati ad acquisto e ristrutturazione, non assegni per traslocare.

No, non per ricevere il contributo: quasi tutti i bandi richiedono il trasferimento effettivo della residenza anagrafica, spesso entro 90 giorni. Chi arriva dall'estero deve prima regolarizzare il soggiorno (visto e permesso per gli extra-UE, registrazione della residenza per i cittadini UE) e poi iscriversi all'anagrafe del comune. Solo allora matura il requisito.

Quasi sempre dopo. L'erogazione è in genere successiva all'iscrizione anagrafica e, nei bandi sulla casa, all'acquisto o alla fine dei lavori, spesso in più tranche. Nessun comune anticipa un assegno a chi non si è ancora trasferito. Va inoltre messo in conto il vincolo di permanenza, di norma cinque anni.

In linea di principio sono strumenti distinti e talvolta compatibili, ma dipende dai singoli regolamenti. Una casa a un euro riguarda l'acquisto simbolico di un immobile da restaurare; un contributo regionale alla prima casa può in alcuni casi sostenere quella stessa ristrutturazione. Va verificato bando per bando, perché alcuni escludono espressamente il cumulo.

Per il privato che non agisce come impresa, un contributo a fondo perduto per la prima casa o come premio di trasferimento, in linea generale, non è soggetto a IRPEF. Per imprese e lavoratori autonomi, invece, concorre al reddito. Il caso siciliano è diverso: è un rimborso d'imposta, con regole proprie. In ogni caso conviene verificare la propria posizione con un professionista.

In parte sì. La Calabria prevede 5.000 euro per chi si trasferisce come lavoratore agile o pensionato; diversi comuni, come Santa Fiora in Toscana, hanno sperimentato bonus affitto per lavoratori da remoto. La condizione resta il trasferimento della residenza e, per i non-UE, un titolo di soggiorno adeguato come il visto per nomadi digitali.

DISCLAIMER

Le informazioni presenti in questo sito hanno esclusivamente finalità informative e divulgative. Non costituiscono consulenza legale, fiscale, finanziaria o professionale e non devono essere considerate come tali.
Pur impegnandoci a garantire accuratezza e aggiornamento dei contenuti in base alla normativa vigente, non assumiamo alcuna responsabilità per eventuali errori, omissioni, interpretazioni o cambiamenti legislativi successivi alla pubblicazione.
Qualsiasi decisione o azione intrapresa sulla base delle informazioni riportate su questo sito è effettuata sotto la piena responsabilità dell’utente.

I nostri servizi

Hai trovato utile
questo articolo?

Scopri come possiamo aiutarti concretamente a trasferirti o investire in Italia con i nostri servizi dedicati.

Pianificazione su misura per vivere o investire in Italia.

Acquisto e gestione immobili nei principali borghi e città italiane.

Assistenza al trasferimento per visti e permessi di soggiorno.

Supporto a imprese e investitori che scelgono l’Italia.

Magazine

Resta aggiornato!

Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato sulle ultime novità.