VISTO
PER INVESTITORI

Supporto strutturato per investitori extra-UE interessati a vivere in Italia

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Che cos’è il visto per investitori e a chi è rivolto

L’investor visa è un visto di lunga durata dedicato a cittadini non appartenenti all’Unione Europea che intendono effettuare in Italia un investimento rilevante o una donazione filantropica in asset considerati strategici per l’economia e la società italiane. È stato introdotto con la Legge di Bilancio 2017 e disciplinato dall’art. 26-bis del Testo Unico Immigrazione.

Si tratta di un visto valido due anni, al di fuori delle quote annuali (decreto flussi), richiedibile solo da chi dimostra la disponibilità e la lecita provenienza dei fondi. Le opzioni di investimento oggi previste sono:

  • almeno 2 milioni di euro in titoli di Stato italiani;
  • almeno 500.000 euro in una società di capitali italiana;
  • almeno 250.000 euro in una startup innovativa italiana (come definita dal D.L. 179/2012);
  • almeno 1 milione di euro come donazione filantropica a sostegno di progetti di interesse pubblico (cultura, istruzione, ricerca, beni culturali e paesaggistici, gestione dell’immigrazione).


La domanda si articola in due passaggi: prima l’ottenimento online del nulla osta tramite il portale ufficiale “Investor Visa for Italy”, esaminato dal Comitato dedicato; poi la richiesta del visto presso il Consolato italiano competente per residenza.

Una volta entrato in Italia con l’investor visa, il richiedente deve presentare domanda di permesso di soggiorno per investitori, che ha durata biennale ed è rinnovabile per ulteriori tre anni, a condizione che l’investimento venga effettivamente eseguito entro i termini previsti (in genere entro tre mesi dall’ingresso) e mantenuto per tutta la validità del permesso.

Il titolare del permesso di soggiorno per investitori gode degli stessi diritti del permesso per lavoro autonomo, inclusa la possibilità di lavorare in Italia, e beneficia di una disciplina più favorevole sui requisiti di permanenza minima: non è richiesto un soggiorno continuativo nei primi cinque anni, salvo la presenza fisica necessaria per rilascio e rinnovo del titolo

Cosa possiamo fare per te

Per l’investor visa Impatria mette a disposizione un servizio completo che accompagna il cliente dalla verifica dei requisiti fino al rilascio del permesso di soggiorno per investitori, con una gestione coordinata degli aspetti legali, fiscali, bancari e operativi.

  • Case assessment – valutazione iniziale del profilo Nel case assessment analizziamo provenienza e struttura dei capitali, obiettivi di investimento, orizzonte temporale e composizione familiare, verificando se l’investor visa è lo strumento più coerente o se sia il caso di valutare alternative (ad esempio combinazioni con altri visti o con residenza elettiva per i familiari).
  • Consulenza legale (45 minuti) con avvocato immigrazionista La consulenza legale serve a definire in dettaglio la strategia di candidatura sul portale “Investor Visa for Italy”, la documentazione necessaria per nulla osta e visto, gli impegni sull’investimento e i tempi realistici.
  • Consulenza fiscale (30 minuti) su residenza e regimi agevolati La consulenza fiscale si concentra invece sulla pianificazione per l’eventuale trasferimento di residenza in Italia, compresa la valutazione del regime dei nuovi residenti (art. 24-bis TUIR), che per gli HNWI consente – se in possesso dei requisiti – di sostituire la tassazione ordinaria sui redditi esteri con un’imposta sostitutiva annua fissa (oggi innalzata, per i nuovi aderenti dal 2026, a 300.000 euro) e con un importo ridotto per i familiari inclusi nel regime.
  • Supporto sulla scelta e strutturazione dell’investimento ammissibile
  • Preparazione della domanda di nulla osta e del visto (application support) La parte operativa comprende il caricamento della pratica di nulla osta sul portale ufficiale, il coordinamento con i professionisti locali per l’Italia (banca, notaio, advisor finanziari o M&A se necessari), la preparazione del fascicolo per il Consolato, l’assistenza all’ingresso in Italia e alla successiva richiesta di permesso di soggiorno per investitori. In questo quadro si valutano anche gli effetti concreti dell’operazione: possibilità di includere la famiglia tramite ricongiungimento, accesso al sistema bancario italiano, step futuri verso la residenza di lungo periodo e, nel tempo, verso la cittadinanza, nel rispetto dei requisiti ordinari di legge.
  • Gestione dei rapporti con il Comitato Investor Visa e con il Consolato (liaising)
  • Assistenza per Codice Fiscale e permesso di soggiorno per investitori

Per iniziare a lavorare sull’investor visa richiediamo normalmente:

  • Passaporto in corso di validità
  • Indicazione preliminare della tipologia e dell’importo di investimento prescelti
  • Documentazione sulla disponibilità e lecita provenienza dei fondi, con evidenza della trasferibilità in Italia
  • Estratti conto e overview dei rapporti bancari principali
  • CV aggiornato e breve descrizione del profilo personale/professionale
  • Certificato penale e dichiarazione di assenza di condanne rilevanti negli ultimi 10 anni
  • Informazioni su eventuali familiari che si intendono includere nel progetto


La checklist viene poi personalizzata in base alla tipologia di investimento scelta (titoli di Stato, società di capitali, startup innovativa, donazione filantropica) e alle richieste del Consolato competente.

Faq

L’investor visa può essere rilasciato a chi si impegna a effettuare uno dei seguenti investimenti minimi in Italia: 2 milioni di euro in titoli di Stato, 500.000 euro in una società di capitali italiana, 250.000 euro in una startup innovativa o 1 milione di euro come donazione filantropica a progetti di interesse pubblico in settori come cultura, istruzione, ricerca, beni culturali, gestione dell’immigrazione. Le soglie e le categorie sono fissate dalla normativa e riportate anche dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

L’investor visa consente di entrare in Italia e ha validità biennale. Dopo l’ingresso, il titolare richiede il permesso di soggiorno per investitori, che ha anch’esso durata di due anni ed è rinnovabile per ulteriori tre anni, a condizione che l’investimento venga effettivamente realizzato entro i termini (in genere entro tre mesi dall’ingresso in Italia) e mantenuto per tutta la durata del permesso.

Sì. Il permesso di soggiorno per investitori, previsto dall’art. 26-bis TUI, attribuisce al titolare gli stessi diritti del permesso per lavoro autonomo, includendo la possibilità di svolgere attività lavorativa o imprenditoriale in Italia, senza che ciò sia obbligatorio. In altre parole, l’investitore può scegliere se limitarsi all’investimento o se affiancare anche un’attività lavorativa o d’impresa sul territorio.

L’investor visa e il relativo permesso di soggiorno per investitori beneficiano di una disciplina più favorevole rispetto ad altri titoli di soggiorno: la legge prevede espressamente che, per i primi cinque anni, non sia richiesto un requisito di continuità del soggiorno come condizione per il rinnovo. Rimangono però indispensabili la presenza fisica per richiesta e rinnovo del permesso, l’esecuzione dell’investimento nei tempi previsti e la sua permanenza per tutta la durata del titolo.

Sì, molti richiedenti investor visa valutano anche il regime dei nuovi residenti (art. 24-bis TUIR), che consente – se si trasferisce la residenza fiscale in Italia e si rispettano i requisiti (assenza di residenza fiscale in Italia per almeno nove dei dieci anni precedenti) – di sostituire la tassazione ordinaria sui redditi esteri con una imposta sostitutiva annua fissa. Per le nuove adesioni a partire dal 2026, diversi commenti e circolari indicano un importo portato a 300.000 euro l’anno sui redditi esteri, con importo ridotto per i familiari inclusi nel regime. È uno strumento pensato proprio per HNWI con patrimoni e redditi esteri importanti, da valutare caso per caso in consulenza fiscale.

Il programma Investor Visa for Italy è in generale aperto a cittadini extra-UE che soddisfano i requisiti previsti dalla legge. Tuttavia, in attuazione delle raccomandazioni dell’Unione Europea, è attualmente sospeso per cittadini russi e bielorussi (inclusi i titolari di doppia cittadinanza che comprendano una di queste), come indicato espressamente dal Comitato Investor Visa per Italy.

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